Ha scelto di prendere la parola davanti ai giudici per rivolgere le proprie scuse alla famiglia di Pamela Genini e dichiarare di essere pronto ad affrontare le conseguenze di quanto commesso. Gianluca Soncin, 53 anni, è intervenuto con dichiarazioni spontanee nella mattinata di lunedì 5 ottobre, all’inizio dell’udienza del processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Milano.
Al centro del procedimento giudiziario c’è l’omicidio della 28enne originaria di Strozza, uccisa a Milano il 14 ottobre 2024. Secondo quanto ricostruito, Pamela Genini venne raggiunta da 76 coltellate inferte dall’ex compagno.
A distanza di quasi due anni dal delitto, Soncin ha quindi deciso di rivolgersi direttamente ai familiari della giovane, parlando del dolore provocato e riconoscendo la gravità del proprio gesto.
Soncin prende la parola davanti alla Corte d’Assise
Le dichiarazioni sono arrivate in apertura dell’udienza nel Palazzo di Giustizia di Milano. Soncin ha parlato di un momento segnato da dolore e tristezza, indirizzando innanzitutto il proprio pensiero alla famiglia Genini.
«Desidero rivolgere le mie più sincere scuse alla famiglia Genini», ha dichiarato davanti alla Corte.
L’imputato ha poi riconosciuto l’irreversibilità di quanto accaduto, sottolineando come dal giorno dell’omicidio le vite delle persone coinvolte siano cambiate definitivamente.
«So che non si può più tornare indietro e comprendo la gravità del mio gesto. Le nostre vite sono cambiate da quel giorno», sono state le parole pronunciate in aula.
Soncin ha quindi aggiunto di voler assumere le conseguenze di quanto fatto, richiamando un senso di responsabilità rispetto all’omicidio.
Pamela Genini uccisa a Milano il 14 ottobre 2024
Il processo riguarda il delitto avvenuto la sera del 14 ottobre 2024 a Milano. Pamela Genini aveva 28 anni ed era originaria di Strozza, piccolo comune della Valle Imagna, in provincia di Bergamo.
La giovane venne uccisa dall’ex compagno con una violenza estrema. Settantasei le coltellate inferte, secondo quanto emerso nella ricostruzione dell’omicidio.
L’uomo oggi a processo è un imprenditore di 53 anni di origini venete. Il procedimento davanti alla Corte d’Assise sta ricostruendo le circostanze dell’uccisione e gli elementi necessari per arrivare alla decisione giudiziaria.
Le parole pronunciate durante l’udienza del 5 ottobre rappresentano una nuova fase del processo, perché arrivano direttamente dall’imputato attraverso lo strumento delle dichiarazioni spontanee.
Le scuse rivolte alla famiglia della vittima
Come riporta L’Eco di Bergamo, nel suo intervento Soncin non ha cercato di presentare quanto accaduto come reversibile. Al contrario, ha sottolineato di essere consapevole dell’impossibilità di cancellare le conseguenze dell’omicidio.
Il passaggio centrale delle dichiarazioni riguarda proprio le scuse rivolte ai familiari di Pamela Genini. L’imputato ha parlato del dolore provocato e della necessità di assumersi le conseguenze delle proprie azioni.
«Non mi resta che assumere le conseguenze di quanto ho fatto per senso di responsabilità», ha affermato.
Si tratta di dichiarazioni rese nell’ambito di un procedimento ancora in corso. Saranno i giudici della Corte d’Assise a valutare gli elementi processuali e a pronunciarsi sulle responsabilità e sulle relative conseguenze penali.
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