Tutti i lavoratori in nero, nessuna assunzione regolare e una sanzione salata. È questo l’esito del controllo effettuato nei giorni scorsi dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) di Bergamo, in collaborazione con i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), all’interno di un ristorante della provincia bergamasca, il cui nome non è stato reso noto.
Durante l’ispezione, gli ispettori hanno identificato cinque dipendenti impegnati nel servizio, ma tutti privi di contratto di lavoro. Una situazione che ha determinato la sospensione immediata dell’attività e la contestazione di sanzioni amministrative per un totale di circa 18.000 euro nei confronti del titolare.
Secondo quanto riferito dagli organi di controllo, l’azienda impiegava il 100% della forza lavoro in maniera irregolare, configurando così una violazione grave della normativa sul lavoro e sulla sicurezza. L’intervento si inserisce nel piano di azione messo in campo dall’ITL per contrastare il lavoro sommerso nel settore della ristorazione, considerato tra i più esposti a fenomeni di sfruttamento e mancato rispetto delle tutele contrattuali.
Le sanzioni amministrative scattano automaticamente in presenza di una percentuale così elevata di lavoro non regolarizzato, come previsto dalla normativa vigente. Oltre alla multa, la sospensione dell’attività resta in vigore fino alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro e al pagamento delle sanzioni dovute.
Il caso evidenzia l’efficacia dei controlli a sorpresa promossi a livello territoriale, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei lavoratori e garantire condizioni occupazionali eque. Il personale dell’ispettorato proseguirà nei prossimi mesi la campagna di monitoraggio intensivo, con particolare attenzione ai settori considerati a rischio di irregolarità, tra cui ristoranti, bar, alberghi e altre attività del comparto turistico e della somministrazione.
Il messaggio degli inquirenti è chiaro: tolleranza zero per chi sfrutta manodopera in nero, compromettendo non solo i diritti dei lavoratori, ma anche la concorrenza leale tra imprese.
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