Una condanna pesante: 7 anni e 2 mesi di reclusione per un pensionato 67enne ritenuto colpevole di aver molestato la nipotina di 5 anni e la nuora, nonostante l’accusa e la difesa avessero chiesto entrambe l’assoluzione per gli abusi sulla minore, per insufficienza di prove. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise del tribunale di Bergamo, che ha anche disposto una provvisionale di 57mila euro da versare alla bambina e ai genitori.
L’episodio principale risale all’estate del 2022, quando la bambina, tornata da una vacanza al mare di un mese con i nonni, aveva raccontato alla madre di non voler più essere lavata con il sapone nelle parti intime, perché le faceva male. La madre, una donna africana residente con i due figli nella casa di famiglia del compagno italiano, si era allarmata. Dopo aver consultato il pediatra, portò la figlia al pronto soccorso: i medici riscontrarono un’abrasione di tre millimetri nelle zone intime.
A quel punto partì la denuncia. Come riporta Bergamonews, la bambina venne ascoltata in incidente probatorio, ma le modalità dell’audizione sono state oggetto di forte critica. L’interrogatorio – durato oltre un’ora e mezza – è stato ritenuto inadeguato dagli esperti, sia per la presenza della madre, sia per la natura delle domande, giudicate suggestive e non adatte a una minore di quell’età.
Nonostante le lacune procedurali, durante l’audizione la bambina aveva raccontato che il nonno l’aveva toccata durante la notte in un camper. L’imputato non ha mai fornito una spiegazione rispetto all’accusa mossa dalla nipotina. Tuttavia, la pubblica accusa, rappresentata dal pm Laura Cocucci, aveva ritenuto che le prove raccolte fossero insufficienti a superare il ragionevole dubbio, e aveva chiesto l’assoluzione con la vecchia formula dell’insufficienza di prove.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Pezzotta, aveva invece richiesto l’assoluzione piena, sostenendo che non vi fossero elementi oggettivi, né un comportamento ripetuto, né riscontri digitali come materiale pedopornografico. Inoltre, ha sottolineato come, dopo il primo racconto della bambina, la madre avesse continuato ad affidarla ai nonni per almeno una settimana, aspetto ritenuto poco compatibile con l’ipotesi di abuso.
Le molestie alla nuora
Separatamente, l’uomo era imputato anche per molestie sessuali nei confronti della nuora, che aveva ricevuto numerosi messaggi espliciti, tra cui richieste di rapporti sessuali e immagini intime inviate dal suocero. Per questo reato, la procura aveva chiesto sei mesi di arresto, mentre la difesa puntava all’assoluzione per particolare tenuità del fatto.
La decisione della Corte
La Corte d’Assise ha deciso di condannare il 67enne su entrambi i capi d’accusa, infliggendo una pena complessiva di 7 anni e 2 mesi e disponendo il pagamento di una provvisionale di 57mila euro a favore della bambina e dei suoi genitori. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni, ma il verdetto segna un punto di rotturarispetto alle richieste delle parti in aula.
Il caso, già complesso e delicato sul piano probatorio, potrebbe proseguire in sede di appello, ma per ora la sentenza riconosce pienamente la colpevolezza dell’imputato, nonostante i dubbi espressi dalla pubblica accusa e le argomentazioni difensive.
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