Narcotraffico, maxi operazione antidroga: arresti e perquisizioni anche a Bergamo

Smantellata un’organizzazione criminale internazionale: nove in carcere, droga per tonnellate e milioni di euro di profitti

droga

 Un’organizzazione criminale strutturata e ramificata su scala internazionale è stata smantellata dalla Polizia di Stato, con arresti e perquisizioni eseguiti anche nella provincia di Bergamo. L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove soggetti, otto di origine albanese e uno italiano, indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna – Direzione Distrettuale Antimafia, ed è stato eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Le attività operative hanno interessato diverse province italiane, tra cui Reggio Emilia, Bergamo, Brescia e Savona, ma anche Paesi esteri come Francia, Spagna e Albania, grazie a un intenso coordinamento con le autorità di polizia straniere. Fondamentale il supporto della Terza Divisione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, che ha attivato il circuito Interpol, in sinergia con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza in Albania.

L’operazione, denominata “STURL ONE”, rappresenta la prosecuzione delle indagini TREXIT 2019 e BLACK MAMBA, che avevano già condotto, nel gennaio 2021 e nel settembre 2022, all’esecuzione complessiva di 35 misure restrittive. Le precedenti inchieste avevano fatto emergere l’esistenza di più associazioni criminali operanti nel Reggiano, tra cui un gruppo di origine magrebina dedito allo spaccio al dettaglio di cocaina, rifornito da due distinte organizzazioni albanesi specializzate nell’importazione di grandi quantitativi di droga.

Secondo gli investigatori, una delle associazioni albanesi era guidata da un soggetto residente in Italia, ma spesso in viaggio all’estero e nel Paese d’origine, che svolgeva il ruolo di referente per l’approvvigionamento della cocaina in Emilia-Romagna fin dal 2018. Nel tempo, il sodalizio si è dimostrato altamente organizzato, con una struttura su più livelli, ampia disponibilità di mezzi e ingenti risorse finanziarie.

Le indagini hanno accertato l’importazione in Italia di cocaina, marijuana e hashish provenienti dal Sud America, dal Nord Europa e dalla Spagna, con stupefacenti occultati all’interno di autoarticolati carichi di ortaggi e verdure. Una volta giunta sul territorio nazionale, la droga veniva distribuita attraverso una rete di corrieri, che effettuavano le consegne con autovetture.

Per comunicare in modo riservato, gli indagati utilizzavano la piattaforma criptata “SKYECC”, installata su telefoni dal valore di migliaia di euro. Le chat, ritenute inizialmente inattaccabili, sono state decifrate dopo la violazione del sistema da parte delle autorità francesi a fine 2020, consentendo agli inquirenti di ricostruire ruoli, gerarchie e operazioni.

Grazie all’analisi delle conversazioni e alle attività tecniche svolte nel 2022, la Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ha potuto ricostruire decine di reati-fine, dimostrando il vincolo associativo stabile tra gli indagati. In totale, sono stati contestati 44 capi di imputazione.

In soli sei mesi di monitoraggio, l’organizzazione sarebbe riuscita a movimentare oltre 200 chilogrammi di cocaina e circa una tonnellata di hashish e marijuana, con proventi per milioni di euro. I membri del sodalizio, convinti della segretezza delle comunicazioni, discutevano apertamente di trattative, consegne e persino dei sequestri effettuati dalla Polizia di Stato.

Complessivamente, gli indagati sono quindici. Oltre ai nove arrestati, sono state eseguite numerose perquisizioni in Italia, con l’impiego di circa 50 operatori della Polizia di Stato. Nel corso di una perquisizione in provincia di Brescia, un cittadino marocchino è stato arrestato in flagranza, trovato in possesso di oltre 2 chilogrammi di marijuana, un chilogrammo di hashish e 5.800 euro in contanti.

L’operazione ha di fatto decapitato il vertice dell’organizzazione, confermando l’elevata capacità investigativa delle forze dell’ordine e la centralità della cooperazione internazionale nella lotta al narcotraffico.

Redazione

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