Era rimasto in carcere per 569 giorni, da innocente, accusato dell’omicidio del professore Cosimo Errico. Ora, per Surinder Pal, è arrivato il risarcimento dallo Stato: 134mila euro per l’ingiusta detenzione subita. Una vicenda giudiziaria complessa e drammatica, conclusasi con l’assoluzione definitiva del 63enne indiano e il suo ritorno nel Paese d’origine.
I fatti risalgono al 3 ottobre 2018, quando Cosimo Errico, 58 anni, docente all’Istituto “Natta” di Bergamo, venne trovato ucciso nella sua cascina didattica “La Cascina dei Fiori” a Entratico, lungo la pista ciclabile della Valcavallina. Il luogo, frequentato da scolaresche, divenne teatro di un delitto su cui gli inquirenti avviarono indagini immediate.
Tra i sospettati, finì proprio Surinder Pal, che all’epoca lavorava nella cascina e conviveva a Casazza con un connazionale, Mandip Singh. Secondo la prima ricostruzione della Procura, Pal, dopo aver terminato il turno, sarebbe tornato nella cascina per cercare del denaro, venendo però sorpreso da Errico. Da qui l’ipotesi dell’aggressione e dell’omicidio. Arrestato nell’aprile 2020, Pal restò in custodia cautelare fino all’ottobre 2021, quando la Corte d’assise di Bergamo lo assolse con formula piena. La sentenza venne confermata in Appello dopo appena due ore di camera di consiglio. Nessun ricorso fu presentato in Cassazione, rendendo l’assoluzione definitiva.
A quel punto, il suo legale, l’avvocato Michele Agazzi, ha depositato istanza per ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione. Una richiesta supportata da documentazione dettagliata, accolta dalla magistratura. Il tribunale ha riconosciuto a Pal un indennizzo pari a 134mila euro su 150mila richiesti, confermando che l’uomo non contribuì in alcun modo alla costruzione di un quadro accusatorio errato. Come ricordato dallo stesso difensore, infatti, il risarcimento in questi casi non è automatico: va dimostrato che l’imputato non abbia indotto in errore la Procura né con dolo né con colpa grave.
«Sono soddisfatto per il risultato ottenuto – ha dichiarato l’avvocato Agazzi –. La vicenda è stata dolorosa per tutti, ma Surinder ha finalmente ottenuto giustizia dopo oltre un anno e mezzo di privazione della libertà».
Dopo la scarcerazione, Pal ha scelto di tornare in India, lasciandosi alle spalle un periodo durissimo. «Ha sempre proclamato la propria innocenza – ricorda il legale –. E oggi, più del denaro, conta per lui l’assoluzione piena e il poter tornare a vivere da uomo libero». Durante il periodo in carcere, l’uomo ha affrontato anche un percorso personale, decidendo di abbandonare l’alcol, che in passato aveva rappresentato per lui un problema.
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