L’edizione 2026 della Fiera di Bergamo si è aperta con il piede giusto, grazie al successo delle rassegne Bergamo Arte Fiera (BAF) e Italian Fine Art (IFA), che hanno registrato un notevole afflusso di pubblico. In dieci giorni di apertura, tra il 16 e il 25 gennaio, le due manifestazioni hanno attirato quasi 18.000 presenze, un incremento del 20% rispetto alla scorsa edizione, che aveva registrato 14.500 visitatori. Un dato che conferma la crescente attrattiva della Fiera di Bergamo, in particolare per gli appassionati e i professionisti del settore artistico.
Le gallerie espositrici sono aumentate anch’esse, passando da oltre 200, con un incremento del 10% rispetto all’edizione precedente. Il polo fieristico di via Lunga, che ha ospitato l’evento su una superficie di 16.000 metri quadrati, ha accolto una varietà di opere che hanno spaziato dal Quattrocento alla contemporaneità, offrendo ai visitatori un viaggio nel tempo attraverso l’arte moderna e quella antica.
BAF, incentrata sull’arte moderna e contemporanea, e IFA, focalizzata sull’arte antica e sull’alto antiquariato, si sono confermate manifestazioni complementari, in grado di attrarre diverse tipologie di pubblico: da operatori del settore a collezionisti, fino agli appassionati d’arte. La forza di questa edizione è stata proprio il dialogo tra epoche e linguaggi artistici apparentemente distanti, che ha dato vita a un percorso espositivo ricco di spunti e riflessioni.
«BAF e IFA continuano a crescere come progetto unitario, capace di valorizzare il dialogo tra epoche e linguaggi», ha dichiarato Davide Lenarduzzi, amministratore delegato di Promoberg. La sinergia tra le due rassegne ha reso la Fiera di Bergamo un punto di riferimento per il sistema dell’arte, dove qualità espositiva, attenzione ai contenuti e apertura alle nuove generazioni si sono incontrati in un formato riconoscibile e sempre più apprezzato.
A questo si è aggiunta la collaborazione con il Politecnico delle Arti di Bergamo, che ha arricchito l’esperienza con performance artistiche e musicali. Le performance, curate dall’artista e docente Marcella Vanzo, e realizzate dagli studenti del Politecnico delle Arti e dell’Accademia Carrara, hanno trattato temi contemporanei di forte attualità, come la trasformazione, la vulnerabilità, la violenza, il controllo, la fiducia e il desiderio. Questi interventi hanno introdotto nel percorso espositivo una dimensione di ricerca artistica legata al corpo, alla memoria e alla relazione con l’altro.
«La collaborazione con l’ente Fiera è stata una grande opportunità per il Politecnico e sicuramente la prima di molte altre sinergie future», ha commentato Daniela Giordano, direttrice del Politecnico delle Arti di Bergamo, sottolineando l’importanza dell’impegno degli studenti che hanno arricchito l’evento con le loro performance musicali, come quelle del duo Ranieri-Melis e degli studenti del dipartimento jazz-pop rock.
La chiusura dell’edizione 2026 ha portato grande soddisfazione anche a Carlo Conte, project manager di BAF e IFA: «Il riscontro positivo del pubblico e degli operatori conferma la solidità di un progetto che continua a evolversi, mantenendo alta la qualità dell’offerta e la chiarezza dell’identità. Il dialogo tra antico e contemporaneo, unito all’apertura verso nuove forme espressive, si è dimostrato un elemento distintivo e vincente».
Questa edizione della Fiera di Bergamo, quindi, non solo ha superato le aspettative in termini di partecipazione, ma ha anche consolidato il suo ruolo di punto di riferimento per il panorama artistico internazionale, grazie alla varietà delle opere esposte e alle iniziative che hanno contribuito ad arricchire l’offerta culturale.
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