Bergamo, ex fidanzati in tribunale: accuse di violenza e minacce, spunta un video

Processo su una relazione tra ventenni: lei racconta rapporti non consenzienti e umiliazioni, lui respinge ogni addebito. Testimoni divisi sulla dinamica delle liti

 Un processo che mette al centro una relazione turbolenta tra due giovani e che, comunque vada a finire, apre una finestra su dinamhe di coppia segnate da fragilità, tensioni e accuse pesantissime. A Bergamo, in aula, si sta discutendo una vicenda che vede coinvolti due ex fidanzati, all’epoca dei fatti rispettivamente 20 e 22 anni, con episodi collocati tra maggio e luglio 2021.

Secondo la ricostruzione della ragazza, parte civile nel procedimento, durante la relazione lei avrebbe subito minacce, umiliazioni e presunti rapporti sessuali non consenzienti. Un racconto duro, accompagnato da frasi che, a suo dire, l’avrebbero segnata profondamente: «Non ero consenziente, ma ero la sua bambola», ha dichiarato davanti ai giudici.

La giovane ha spiegato di aver denunciato l’ex fidanzato solo dopo aver maturato la convinzione di non essere lei “sbagliata” nella storia, raccontando di aver atteso per anni quel momento: «Ho aspettato questo giorno per sei anni». In aula ha parlato di un clima di pressione e svalutazione costante, sostenendo di essersi sentita «esausta» e di essersi piegata a situazioni che non avrebbe voluto vivere.

Il procedimento, seguito anche da una classe di studenti dell’Istituto Belotti, ha ricostruito una tempistica lunga: udienza preliminare nel 2022, primo dibattimento a dicembre 2023 e poi rinvii fino al 2025 per il cambio del collegio giudicante.

L’imputato, assistito dall’avvocato Enrico Pelillo, ha scelto di negare le accuse già nella fase successiva alla chiusura delle indagini: ha respinto sia l’ipotesi di violenze fisiche sia quella di rapporti non consenzienti, annunciando che parlerà anche durante il processo. La ragazza è invece difesa dall’avvocato Roberto Giannì.

Durante la sua deposizione, la giovane ha riferito episodi specifici, tra cui un presunto fatto avvenuto in un b&b, dove avrebbe subito un gesto particolarmente offensivo legato al lutto per la morte del nonno. Ha inoltre citato un messaggio che avrebbe ricevuto mentre era in Città Alta, contenente minacce esplicite. Un altro episodio contestato riguarda una notte successiva a una serata con amici al Setai, in centro città, quando sarebbero intervenuti anche i carabinieri chiamati dai vicini per le urla.

In aula è emerso anche il tema della condizione psicologica della ragazza, che ha dichiarato di essere in cura da tre anni per un disturbo borderline di personalità. Nella sua testimonianza ha sostenuto che questa fragilità non altera la percezione dei fatti, ma che la rende più sensibile. Nel controesame, sono state poste domande anche su un accesso in ospedale e sull’eventuale uso di psicofarmaci durante la relazione, circostanza che lei ha negato.

I testimoni ascoltati hanno fornito versioni non sempre sovrapponibili. Un giovane amico presente la notte dopo il Setai ha parlato di un clima “alterato” dall’alcol e di una ragazza determinata ad affrontare il fidanzato, ipotizzando un tradimento. Un altro testimone ha sostenuto che, durante quel litigio, ci sarebbero stati anche spintoni e borsettate da parte della ragazza prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Un ulteriore testimone, amico di entrambi e citato dalla difesa, ha raccontato che le discussioni sarebbero state frequenti e che, a suo dire, le manifestazioni fisiche sarebbero partite più da lei che da lui. In questo contesto è comparso anche un elemento nuovo: un video mostrato in aula, nel quale si sentirebbero urla femminili durante una lite. Il filmato è stato acquisito dal collegio giudicante guidato dalla presidente Laura Garufi.

Il procedimento proseguirà con una nuova udienza fissata per il 25 febbraio, mentre l’inchiesta resta incardinata su accuse gravi e su una ricostruzione che, tra testimonianze e documenti, dovrà chiarire la reale dinamica dei fatti. Come previsto dalla normativa, vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

 

Redazione

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