«Se urli ti ammazzo, dimmi dove sono gli orologi». È con queste parole che la sera del 6 ottobre 2024 si è consumata la rapina nella villa di un imprenditore del settore rifiuti sulle colline di Cenate Sopra. In casa, in quel momento, c’era solo la nuora trentenne, rimasta per 18 minuti in balìa di quattro uomini incappucciati, armati di pistola, ascia e mazza da baseball.
A distanza di mesi, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Bergamo ha portato all’arresto di quattro persone su cinque indagate. Due sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari, mentre per un quinto è stato disposto l’obbligo di dimora.
I 18 minuti di terrore
Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza firmata dal giudice Michele Martino Ravelli su richiesta della pm Raffaella Latorraca, i rapinatori sono entrati forzando una portafinestra al piano terra con un’ascia, poi abbandonata in giardino.
Erano le 21.31 quando le telecamere hanno ripreso quattro uomini con passamontagna arrivare da una stradina sul retro. In camera da letto la giovane ha sentito scattare l’allarme, pensando a un errore dei suoceri. Invece si è trovata davanti un uomo armato di pistola, alto circa un metro e ottanta, che le ha intimato di non gridare. Subito dopo sono entrati altri due complici.
Minacciata con un’arma da fuoco, è stata costretta ad accompagnarli alle casseforti, che però erano vuote: gli orologi di lusso erano stati depositati in banca dal proprietario. I banditi hanno quindi ripiegato su ciò che era disponibile: un orologio, orecchini di perle, una pelliccia di visone, una giacca di cashmere, un portadocumenti griffato e un servizio da tè dell’Ottocento.
Prima di fuggire, l’hanno chiusa nella cabina armadio, intimandole di restare lì almeno dieci minuti. Quando è riuscita a uscire, era sotto choc. I carabinieri l’hanno trovata in camera da letto poco dopo le 22.
Il ruolo della Fiat Panda bianca
Come riporta Corriere Bergamo, il filo che ha condotto agli arresti è una Fiat Panda bianca presa a noleggio, ritenuta utilizzata per il colpo. Le telecamere l’hanno ripresa salire verso la villa e poi ridiscendere dalla collina in coincidenza con l’orario della rapina.
La stessa auto è riapparsa il 22 ottobre 2024 a Milano, in una rapina ai danni della titolare di un Compro Oro. In quell’occasione i carabinieri avevano già installato microspie sull’utilitaria. Tre uomini furono arrestati e condannati, e le indagini hanno permesso di collegare i due episodi.
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