Una densa schiuma bianca ha ricoperto per ore il fiume Serio nel tratto compreso tra Nembro e Seriate, suscitando preoccupazione tra cittadini e associazioni ambientaliste. Le prime segnalazioni sono arrivate nella tarda mattinata di giovedì 12 febbraio, quando il corso d’acqua in Val Seriana ha iniziato a presentare accumuli evidenti di schiuma trasportati dalla corrente verso valle.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Bergamo, la polizia locale di Nembro, i tecnici di Uniacque e i carabinieri Forestali. Nel corso del pomeriggio il fenomeno si è esteso anche a Ranica, Scanzorosciate e successivamente a Seriate, dove nuovi cumuli sono stati documentati e diffusi sui social.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sullo stato di salute dei corsi d’acqua bergamaschi. Nei giorni successivi è intervenuta anche Fipsas Bergamo, l’associazione dei pescatori, che ha chiesto verifiche rapide e provvedimenti per tutelare l’ittiofauna, ricordando i recenti casi di morìa di trote registrati a inizio mese nel torrente Oneto.
A fare chiarezza è stata Arpa Lombardia, che ha effettuato rilievi sul posto. Secondo l’ente regionale, le schiume sono riconducibili a uno sversamento di tensioattivi nel fiume Serio, sostanze comunemente contenute in detersivi e detergenti. Parte della schiuma è stata aspirata, ma la presenza residua di tensioattivi nell’acqua, combinata con i salti e le turbolenze del corso del fiume, ha continuato a generare l’effetto schiumoso lungo il tragitto verso valle.
Elemento centrale dell’accertamento è che è stato escluso il collegamento con scarichi industriali. L’ente gestore della rete fognaria, intervenuto a Nembro, ha chiarito che non risultano anomalie riconducibili ad attività produttive. I tecnici hanno riferito invece di uno sversamento di tensioattivo puro e di un’attività di aspirazione effettuata in corrispondenza di uno scarico fognario.
L’ipotesi più accreditata è quella di uno scarico secondario della rete fognaria, attivato per evitare il sovraccarico del sistema. In tali casi, acque contenenti residui domestici possono confluire nel corso d’acqua, generando fenomeni visivi come la formazione di schiuma.
La situazione, pur non essendo ideale per l’ecosistema fluviale, appare meno grave rispetto a un’eventuale contaminazione di origine industriale, scenario inizialmente temuto da molti cittadini. Restano comunque alta l’attenzione e il monitoraggio, anche alla luce degli episodi recenti che hanno interessato altri corsi d’acqua del territorio.
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