Bartolomeo Colleoni e Gandino: una serata fra legami e cultura

Lunedì la serata colleonesca all'Auditorium Maconi di Gandino per riscoprire i legami del grande condottiero della Serenissima con la comunità locale

Un viaggio nel passato di Gandino, che ripercorre i sei secoli di storia legati al grande condottiero Bartolomeo Colleoni e alla sua connessione con la comunità gandinese. Lunedì 23 febbraio, il Museo della Basilica di Gandino propone una conferenza speciale per chiudere il ciclo espositivo dedicato al 550° anniversario della morte del comandante delle truppe di terra della Serenissima Repubblica. Un’occasione imperdibile per scoprire un capitolo fondamentale della storia locale.

La conferenza culturale di Gabriele Medolago

Il percorso espositivo dedicato al condottiero Bartolomeo Colleoni giunge al termine con una conferenza di grande valore culturale. Alle 20.30 di lunedì 23 febbraio, l’Auditorium Maconi della Casa Parrocchiale di via Bettera ospiterà l’intervento dello studioso e ricercatore Gabriele Medolago. La conferenza esplorerà i legami tra il condottiero e la comunità gandinese, offrendo un’analisi approfondita della sua figura e del suo impatto storico sulla zona.

Un legame storico tra Colleoni e la Val Gandino

Bartolomeo Colleoni arrivò in Val Gandino nella seconda metà del Quattrocento, con un’influenza che si estese anche alle risorse economiche locali. A partire dal 1455, i paesi della zona cominciarono a versargli tributi, principalmente sotto forma di pannilana, che contribuirono alla costruzione di opere difensive a Martinengo, Cologno e Urgnano, in protezione del confine con il Ducato di Milano.

Alla morte di Colleoni, il suo testamento lasciò ai frati minori del convento di San Bernardino di Gandino una somma di 200 lire imperiali, destinata a supportare la comunità religiosa locale. Grazie a questo lascito, nel 1471 i frati acquisirono un terreno su un’altura chiamata “ad Ruviales”, dove costruirono la chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Bernardino, completata nel 1481 e consacrata nel 1489. L’edificio fu decorato con opere di artisti noti come Enea Salmeggia detto Talpino e Giovan Battista Moroni, e con affreschi della bottega dei Marinoni e del Romanino.

La mostra “Il Colleoni: l’uomo” e i cimeli storici

Il Museo della Basilica di Gandino ha allestito, dal mese di novembre, la mostra “Il Colleoni: l’uomo”, ospitata nella Sezione Presepi, che resterà aperta fino al 28 febbraio. L’esposizione offre uno sguardo inedito su Bartolomeo Colleoni, rivelando anche la sua dimensione privata, come il dolore per la morte della sua amata figlia Medea.

Un’opera che rimanda a questo tragico episodio è la tela “L’ultimo saluto del Colleoni alla figlia Medea” di Ponziano Loverini, il celebre gandinese già direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo. Realizzata nel 1871, la tela fu considerata dispersa fino al suo ritrovamento nel 2016 nel Castello di Thiene. La mostra espone anche pannelli descrittivi, cimeli d’epoca come armi bianche (grazie alla collaborazione con il MAP Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene di Gromo), oggetti di oreficeria, sculture e tessuti, insieme a pitture che decoravano la chiesa scomparsa.

Orari di apertura e informazioni utili

La mostra è visitabile ogni sabato e domenica dalle 14.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00). Inoltre, sarà possibile visitarla anche lunedì 23 febbraio al termine della conferenza. Per maggiori dettagli e informazioni sui biglietti, è possibile visitare il sito web ufficiale del Museo della Basilica di Gandino: www.museobasilica.com o contattare il numero 340.6775066.

Nella foto di copertina, Il convento dei Frati minori a Gandino raffigurato in un dipinto nel Convento di San Giuseppe a Brescia

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