È ripartita domenica la stagione della pesca alla trota in Bergamasca. Aria frizzante, sole e temperature ancora rigide hanno fatto da cornice alla prima giornata per oltre cinquemila pescatori attivi sul territorio, distribuiti lungo Brembo, Serio e altri corsi d’acqua della provincia.
L’entusiasmo non manca, ma tra gli appassionati serpeggia una preoccupazione condivisa: i pesci sono sempre meno e le semine risultano ridotte rispetto al passato. Un quadro che rende ogni apertura di stagione un misto tra tradizione e incertezza.
Ripopolamento e controlli sul territorio
A presidiare l’avvio dell’annata ittica è la Fipsas Bergamo, che ha immesso circa 11 tonnellate di salmonidi e messo in campo oltre 25 guardie volontarie per vigilare sul rispetto delle regole. Centrale resta il “Progetto Marmorata”, finalizzato alla tutela delle specie autoctone e alla regolamentazione delle catture.
Tradizione che resiste
Nonostante le difficoltà, la prima giornata si è svolta in un clima sereno. Le guardie volontarie sono entrate in azione fin dalle 6.30 del mattino, effettuando controlli lungo i greti dei fiumi.
La pesca resta un rito che unisce generazioni, anche se il ricambio appare sempre più ridotto. Tra nostalgia e resilienza, la stagione è partita con la speranza che sole e temperature più miti possano favorire catture migliori nelle prossime settimane.
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