Le perforazioni non autorizzate e la valutazione di impatto ambientale
Nel febbraio di quest’anno, il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha dato il suo parere favorevole alla Valutazione di impatto ambientale (Via) postuma per le perforazioni effettuate senza autorizzazione a Oltre il Colle. Queste perforazioni sono state inizialmente avviate senza il permesso necessario, con un totale di 76 perforazioni su 141 che hanno superato i limiti previsti e interessato aree non autorizzate. La società Vedra Metals, parte del gruppo australiano Altamin, ha giustificato l’errore sostenendo che le difformità fossero dovute a problemi operativi imprevisti e a una gestione comunicativa insufficiente.
Le problematiche riscontrate durante le perforazioni
Durante i lavori di perforazione nel Monte Arera, è emersa una complicazione significativa: la scoperta di una fonte d’acqua che fluiva a 5 litri al secondo, a circa 140 metri di profondità. Questo evento ha sollevato preoccupazioni, poiché si pensava che la sorgente potesse essere collegata agli acquedotti locali. Tuttavia, dopo un’indagine accurata, la Regione Lombardia ha confermato che la fonte d’acqua non era connessa con le risorse idriche utilizzate per gli acquedotti. Nonostante la risoluzione del problema, le ricerche sono state interrotte, con il ministero che ha richiesto una valutazione aggiuntiva sull’impatto ambientale.
Il blocco delle ricerche e la richiesta di proroga
Le ricerche sono state fermate nel 2024, quando il Mase ha sospeso la richiesta di proroga del permesso di ricerca avanzata dalla Vedra Metals, che normalmente viene rinnovata ogni tre anni per un massimo di dieci. Marco Milani, direttore della miniera di Vedra, ha spiegato che la società si era accorta autonomamente delle perforazioni non autorizzate e aveva prontamente segnalato la situazione alla Regione Lombardia. Da quel momento, è stata avviata la richiesta di una Valutazione di impatto ambientale postuma.
Le condizioni per riprendere le ricerche
Il ministero ha dato il via libera per il proseguimento delle ricerche, ma solo a condizione che la Vedra Metals adempia a determinate prescrizioni. Tra queste, c’è la creazione di un sito web dedicato in cui caricare tutte le attività legate al progetto minerario, in particolare quelle relative al monitoraggio ambientale e alla gestione delle risorse idriche. Il piano di monitoraggio, che era già stato concordato con la Regione Lombardia, dovrà essere esteso anche a Arpa Bergamo e Uniacque.
I piani futuri per l’estrazione di zinco
Con il progetto di ricerca mineraria che ora è al 90% della sua realizzazione, Vedra Metals si prepara a chiedere nuovamente la proroga del permesso di ricerca alla Regione Lombardia a maggio 2026. La società mira a riprendere le operazioni di ricerca entro la fine dell’anno, completando la campagna avviata nel 2020, per la quale sono già state ottenute autorizzazioni. Parallelamente, Vedra sta portando avanti la progettazione per l’estrazione dello zinco, un progetto che, dopo alcuni stop a causa di dinieghi ministeriali, è ora vicino al suo completamento.
Le prospettive per l’estrazione e il coinvolgimento del territorio
Il processo di estrazione mineraria sarà avviato non appena la società avrà completato la parte progettuale e risposto alle richieste delle autorità locali e del ministero. Tuttavia, il prossimo passo fondamentale sarà il finanziamento dell’operazione, essenziale per portare avanti l’estrazione dello zinco. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino, Vedra Metals continua a concentrarsi sulla ricerca mineraria, con l’obiettivo di concludere il progetto e avviare un’ulteriore fase autorizzativa.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.