Due uomini, due cuori nuovi, due sale operatorie attive nello stesso momento. E una storia che unisce medicina, organizzazione e umanità. All’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato eseguito un rarissimo duplice trapianto di cuore in simultanea, un intervento eccezionale che ha restituito una seconda possibilità di vita a due pazienti affetti da una grave cardiomiopatia.
I protagonisti sono due uomini di 40 e 59 anni, accomunati non solo dalla stessa patologia del muscolo cardiaco ma anche da un percorso umano diventato speciale nel corso dell’attesa. I due si erano conosciuti lo scorso febbraio durante alcune visite ospedaliere e da quel momento avevano iniziato a sentirsi regolarmente, sostenendosi a vicenda nell’attesa del trapianto.
La svolta è arrivata a maggio, quando il sistema nazionale trapianti ha comunicato la disponibilità di due cuori provenienti da due differenti regioni italiane. Dopo le verifiche di compatibilità, entrambi i pazienti ricoverati a Bergamo sono stati selezionati come riceventi.
A quel punto si è aperta una sfida organizzativa senza precedenti per il Papa Giovanni XXIII: realizzare nella stessa notte due prelievi fuori regione e due trapianti cardiaci contemporanei, coinvolgendo doppie équipe complete di cardiochirurghi, anestesisti, infermieri e perfusionisti.
Un’operazione complessa che ha richiesto la mobilitazione straordinaria di circa trenta professionisti sanitari. Grazie al coordinamento del NITp – Nord Italian Transplant Program e di AREU Lombardia, sono stati organizzati due voli dedicati che hanno permesso ai cardiochirurghi di raggiungere rapidamente gli ospedali donatori nel Centro e Sud Italia.
I due pazienti hanno vissuto insieme anche i momenti immediatamente precedenti agli interventi. «Ci siamo scritti quasi contemporaneamente per dirci che il trapianto era stato programmato per il giorno successivo – hanno raccontato –. Quando siamo arrivati in ospedale ci hanno messi nella stessa stanza e ci siamo abbracciati facendoci gli auguri».
Da quel momento tutto si è svolto in parallelo. Le due operazioni sono state eseguite in sale operatorie adiacenti, separate soltanto da un muro. Il primo intervento è iniziato alle 12.30 e si è concluso attorno alle 17, mentre il secondo era partito circa un’ora prima protraendosi più a lungo.
Dopo alcuni giorni trascorsi in terapia intensiva, i due uomini hanno iniziato il percorso di recupero. Il primo ad arrivare in reparto è stato il 59enne, che il giorno successivo si è alzato per accogliere il compagno di avventura appena trasferito nella stanza vicina.
Entrambi sono ora in buone condizioni cliniche e proseguiranno nelle prossime settimane il percorso di riabilitazione e monitoraggio prima delle dimissioni.
«Donare gli organi è un dovere civico», hanno sottolineato i due pazienti. «Sapere di aver ricevuto un dono così grande da persone che non conosceremo mai ci rende profondamente riconoscenti».
Il direttore del Centro trapianti di cuore, Amedeo Terzi, ha evidenziato l’eccezionalità dell’intervento: «Un doppio trapianto simultaneo è possibile solo in centri altamente specializzati. Abbiamo predisposto percorsi completamente separati per garantire la massima sicurezza e ridurre al minimo ogni possibile margine di errore».
Anche il direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, Francesco Locati, ha sottolineato il valore dell’operazione: «Un ospedale ad alta specializzazione deve essere pronto a rispondere anche alle situazioni più straordinarie. Questo intervento dimostra ancora una volta la professionalità e la dedizione dei nostri operatori».
Un evento rarissimo in Italia che conferma l’eccellenza del centro bergamasco nel campo dei trapianti e che racconta due storie parallele diventate simbolo di rinascita.
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