Strategie idriche straordinarie per l’agricoltura della pianura
Il Consorzio di bonifica della Media Pianura bergamasca ha reso noto, secondo quanto riportato, di aver avviato dal lunedì 22 giugno il prelievo di acqua dalla ex cava Fumagalli di Pontirolo Nuovo, struttura di sua proprietà acquisita nel 2018 per circa 2,4 milioni di euro e caratterizzata da uno specchio d’acqua di 17 ettari e una riserva complessiva di 3,3 milioni di metri cubi, destinata proprio a funzione di bacino di emergenza.
Crisi del Brembo e scarsità di precipitazioni
La decisione sarebbe stata motivata dal drastico calo del livello del fiume Brembo, che secondo quanto riferito dalla direzione generale dell’ente avrebbe ridotto in modo significativo la disponibilità idrica, mentre non sarebbero previste precipitazioni almeno fino ai primi giorni di luglio, rendendo necessario anticipare misure straordinarie per l’irrigazione agricola.
Prelievi potenziati e alimentazione delle rogge agricole
Il piano operativo prevedrebbe un prelievo iniziale pari a 350 litri al secondo dalla ex cava Fumagalli, con possibilità di incremento fino a 500 litri al secondo in caso di ulteriore necessità, al fine di alimentare le rogge Trevigliesi, in particolare la Moschetta e la Vignola, fondamentali per l’irrigazione delle aree agricole della Gera d’Adda, dove le colture di mais risultano attualmente in fase di sviluppo.
Riunioni decisionali e possibili riduzioni dell’irrigazione
È stato inoltre indicato che oggi, martedì 23 giugno, il comitato esecutivo del Consorzio dovrebbe riunirsi per valutare eventuali riduzioni temporanee dell’irrigazione, già oggetto di confronto in sede di Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica, che circa dieci giorni prima avrebbe stabilito una riduzione progressiva della fornitura poi rinviata dal 21 al 25 giugno, data tuttavia ancora considerata non definitiva.
Utilizzo di ulteriori cave e nuovi accordi operativi
Per far fronte alla crisi, l’ente consortile avrebbe previsto anche l’utilizzo della ex cava Holcim di Treviglio, attraverso un accordo con la società proprietaria Cava Ghisalba, ampliando così la rete di bacini disponibili per garantire la continuità dell’approvvigionamento idrico agricolo.
Attivazione dei pozzi irrigui e aumento dei consumi energetici
Secondo quanto comunicato, sarebbero già stati attivati circa cinquanta pozzi irrigui collegati alla falda acquifera, destinati a supportare sia gli impianti a goccia sia quelli a scorrimento, con la consapevolezza che tali operazioni comporterebbero un aumento significativo dei consumi elettrici.
Costi energetici e accantonamenti economici straordinari
La direzione del Consorzio avrebbe evidenziato come la spesa energetica media annua si aggiri attorno ai 2 milioni di euro e come, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia legato al contesto geopolitico, sia stato deciso l’accantonamento di circa 900 mila euro aggiuntivi per evitare ricadute sulle cartelle dei contribuenti, precisando che l’energia, al pari dell’acqua, viene considerata una risorsa da gestire con particolare attenzione.
Funzione strategica della ex cava Fumagalli come riserva idrica
L’utilizzo della ex cava Fumagalli, acquistata nel 2018 come infrastruttura strategica, è stato descritto come una misura preventiva programmata da tempo proprio per situazioni di emergenza idrica, confermando la funzione di bacino di sicurezza destinato a sostenere il sistema agricolo locale durante periodi di siccità prolungata.
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