Bergamasca nella morsa del caldo: ospedali in allerta, agricoltura sotto pressione

L'ondata di calore africano continua a interessare Bergamo e provincia, con temperature fino a 37 gradi attese nel weekend. Attivati il "Codice calore" negli ospedali, servizi dedicati agli anziani e misure di sostegno per affrontare una delle fasi più calde dell'estate.

 La Bergamasca continua a fare i conti con una prolungata ondata di calore provocata dall’anticiclone africano, che sta mantenendo temperature elevate ormai da diversi giorni. Il picco è previsto tra sabato e domenica, quando in città il termometro potrebbe raggiungere i 37 gradi, con valori percepiti ancora più alti nelle aree urbane maggiormente esposte e con scarsa presenza di verde.

L’eccezionale massa d’aria calda, proveniente dal Nord Africa, sta mettendo sotto pressione sanità, servizi di emergenza, agricoltura e assistenza sociale, mentre le autorità invitano la popolazione a prestare particolare attenzione alle categorie più fragili.

Ospedali monitorano la situazione

Al momento i pronto soccorso della provincia non registrano un incremento significativo degli accessi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sia l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sia i presidi dell’ASST Bergamo Est continuano a operare senza particolari criticità. Come sottolinea bergamonews, resta comunque alta l’attenzione per anziani, persone con patologie croniche e soggetti fragili, maggiormente esposti ai rischi legati alle elevate temperature.

In Lombardia, secondo i dati diffusi dalla Regione, gli interventi di emergenza per eventi cardiovascolari sono aumentati di oltre il 10% nell’ultima settimana. Per questo motivo in tutti gli ospedali bergamaschi è attivo il “Codice calore”, un percorso dedicato ai pazienti colpiti dagli effetti dell’afa.

Nella pianura bergamasca, tra il 17 e il 21 giugno, i pronto soccorso di Treviglio e Romano di Lombardia hanno registrato 1.108 accessi, con soli due casi classificati come “codici calore”. Dal 15 giugno è inoltre operativo il numero dedicato all’emergenza caldo, attivato per fornire informazioni e assistenza ai cittadini.

Blackout e interventi dei vigili del fuoco

Le temperature elevate stanno causando anche problemi alla rete elettrica. L’aumento dei consumi dovuto all’utilizzo di condizionatori e sistemi di raffrescamento ha provocato cali di tensione e interruzioni della corrente, rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Tra gli episodi segnalati figura quello di un’anziana residente a Cassano d’Adda, rimasta senza elettricità mentre utilizzava apparecchiature salvavita. L’intervento dei soccorritori ha consentito di accelerare il ripristino dell’alimentazione elettrica.

I vigili del fuoco stanno inoltre intervenendo frequentemente per persone rimaste bloccate negli ascensori a causa dei blackout.

Servizi dedicati agli anziani

Il Comune di Bergamo ha rafforzato la rete di sostegno alle persone più vulnerabili attraverso la campagna “Con il caldo, non restiamo soli”.

Sono stati potenziati i servizi dei Custodi Sociali, la linea telefonica Lisa e le attività organizzate nei Centri per tutte le età, con iniziative serali dedicate alla socializzazione.

Nei quartieri di Celadina e San Tomaso sono inoltre previsti centri ricreativi estivi climatizzati, mentre il Cinema Capitol propone ingressi agevolati per gli over 65 durante tutta l’estate.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è offrire punti di riferimento e spazi freschi alle persone maggiormente esposte ai rischi dell’isolamento e del caldo intenso.

Agricoltura e allevamenti sotto stress

L’ondata di calore sta producendo effetti anche sul comparto agricolo. Secondo le stime di Cia-Agricoltori Italiani, a livello nazionale i danni potrebbero superare 1,5 miliardi di euro.

In Bergamasca gli allevamenti stanno registrando un sensibile aumento dello stress termico degli animali. La produzione di latte ha subito un calo che in alcuni casi raggiunge il 10%, nonostante l’utilizzo di sistemi di ventilazione e raffrescamento.

Anche le colture risentono delle alte temperature. Mais, frumento e soia mantengono livelli produttivi soddisfacenti nelle aree irrigate, mentre nei terreni con minore disponibilità d’acqua aumentano le criticità.

 

Redazione

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