Un cammino di tre giorni lungo la Via Decia, in Val di Scalve, diventa il cuore di un progetto educativo dedicato all’inclusione sociale e alla crescita personale. L’iniziativa, promossa dal CAI Bergamo e intitolata “Decia in Cammino”, coinvolgerà otto ragazzi seguiti dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, accompagnati da soci del CAI e da operatori dei servizi della giustizia minorile.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra la sezione orobica del Club Alpino Italiano e gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, con il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca. L’obiettivo è utilizzare il contesto della montagna come strumento educativo per favorire responsabilità individuale, fiducia reciproca e capacità di relazione, attraverso un’esperienza concreta di vita condivisa.
Secondo il presidente del CAI Bergamo, Dario Nisoli, la montagna rappresenta un ambiente privilegiato per questo tipo di percorsi formativi. In un contesto naturale che richiede attenzione, fatica e collaborazione, i partecipanti possono confrontarsi con i propri limiti e sviluppare nuove competenze personali e sociali. Il cammino diventa così un’occasione per riscoprire autonomia e senso di responsabilità, elementi centrali del progetto.
Prima della partenza, il gruppo sarà coinvolto in una serie di incontri preparatori pensati per costruire dinamiche di fiducia e per avvicinare i ragazzi all’ambiente montano. L’esperienza non si limita infatti al percorso fisico, ma si sviluppa come un vero e proprio laboratorio educativo, in cui la dimensione del gruppo e la gestione delle difficoltà assumono un ruolo fondamentale.
La Via Decia, itinerario inaugurato nel 2023, si sviluppa per circa 95 chilometri articolati in cinque tappe ad anello, con partenza e arrivo presso la chiesetta del Sacro Cuore di Corna, in Val Camonica, luogo simbolico legato alla memoria del disastro del Gleno. Il tracciato si snoda quasi interamente su sentieri e strade bianche, con tratti asfaltati molto limitati, offrendo un contesto immersivo nella natura della Val di Scalve.
Il progetto prevede il coinvolgimento delle sottosezioni CAI locali e delle realtà del territorio, che contribuiranno all’accoglienza e al supporto lungo il percorso. Anche le istituzioni hanno espresso attenzione all’iniziativa, che ha già ricevuto il patrocinio del Consiglio regionale, riconoscendone il valore sociale ed educativo.
Per il CAI Bergamo, “Decia in Cammino” rappresenta una prima sperimentazione destinata a essere documentata e analizzata, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile in futuro. L’intento è quello di trasformare l’esperienza in un progetto stabile di educazione in ambiente montano rivolto ai giovani seguiti dai servizi minorili.
La visione di fondo è quella di un’alleanza tra istituzioni, volontariato e territorio, capace di offrire opportunità concrete a ragazzi che difficilmente accedono a esperienze di questo tipo. Un percorso che punta a coniugare inclusione sociale, crescita personale e valorizzazione del territorio alpino.
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