Bergamo, l’allarme di Paolo Aresi su cantieri e tensioni quotidiane: “Dobbiamo fermarci a riflettere”

Il giornalista e scrittore bergamasco Paolo Aresi lancia una riflessione sul crescente nervosismo nella città di Bergamo, raccontando episodi quotidiani vissuti nel traffico e invitando cittadini e amministratori a interrogarsi sulle trasformazioni urbane in corso

La riflessione di Paolo Aresi sul clima della città

Il giornalista e scrittore bergamasco Paolo Aresi ha condiviso una riflessione sul gruppo Facebook “Sei di Bergamo Se…”, soffermandosi sul crescente livello di tensione percepito nella quotidianità cittadina.

Secondo Aresi, sarebbe necessario rallentare e osservare con maggiore attenzione ciò che sta accadendo: “Penso che dovremmo darci tutti una calmata”. Per il giornalista, infatti, il livello di nervosismo della città sarebbe in continuo aumento, un fenomeno che afferma di riuscire a percepire anche attraverso i suoi spostamenti in bicicletta nel traffico urbano.

Un’ora in bicicletta tra episodi di tensione quotidiana

Nel suo racconto, Paolo Aresi descrive una mattinata trascorsa pedalando per circa un’ora tra le strade di Bergamo, durante la quale ha assistito a numerose situazioni problematiche.

Tra gli episodi citati c’è quello di un automobilista uscito da uno stop fermandosi “a un pelo dalla mia gamba”. Il giornalista racconta anche il caso di un altro automobilista che ha bloccato via Baioni nel tentativo di parcheggiare il proprio Suv davanti a un bar.

Aresi porta inoltre l’attenzione su una donna in bicicletta con un bambino trasportato sul retro e alcuni pacchi davanti, descrivendo la scena come una situazione in cui la ciclista “traballa paurosamente in mezzo alle auto”.

Pedoni, automobilisti e conflitti nelle strade bergamasche

La riflessione prosegue con altri episodi osservati durante il percorso. Il giornalista cita un gruppo di pedoni che ha attraversato via Ruggeri da Stabello lontano dalle strisce pedonali, “come se niente fosse”, provocando nuovamente il blocco della circolazione.

Tra gli eventi raccontati viene ricordata anche una discussione tra due conducenti alla rotatoria di Valtesse. Una serie di situazioni che, secondo Aresi, rappresenterebbe il segnale di un disagio più profondo.

“Di tutto e di più, in un’ora”, scrive il giornalista, evidenziando come questi comportamenti possano essere collegati a un generale stato di malessere della comunità.

La trasformazione della città e il bisogno di fermarsi

Per Paolo Aresi, una parte di questo disagio deriverebbe anche da una trasformazione molto intensa della città e del territorio circostante, un cambiamento che starebbe creando disorientamento tra i cittadini.

“Io penso che siano segnali di un gran malessere, che in parte discende anche da una trasformazione esagerata della città, e non solo della città, che ci sta tutti disorientando”, afferma il giornalista.

In questa situazione, secondo Aresi, sarebbe necessario aprire un momento di confronto collettivo: “Dobbiamo fermarci a riflettere”. Un ruolo importante, aggiunge, dovrebbe essere svolto anche dall’Amministrazione Comunale, chiamata a dare per prima un esempio di dialogo e attenzione.

Cantieri, cemento e nuovi progetti infrastrutturali

Nel suo intervento il giornalista richiama alcuni temi legati allo sviluppo urbano, citando la presenza di numerosi cantieri, il consumo di suolo e le conseguenze del cambiamento climatico.

Tra gli elementi indicati vengono menzionati “Cantieri, cemento, caldo pazzesco e progetti per cementificare ancora”, con un riferimento specifico alla discussa “pseudo-autostrada Bergamo-Treviglio”.

Su questo progetto Aresi commenta: “Follia pura, e qui la nostra amministrazione comunale non ha nessuna colpa”, distinguendo quindi la responsabilità dell’ente locale rispetto alla questione infrastrutturale citata.

L’appello finale: “Che facciamo? Andiamo avanti così?”

La riflessione si conclude con una domanda rivolta alla comunità: “Ma così non va. Che facciamo? Andiamo avanti così?”.

Nel suo messaggio, il giornalista invita quindi cittadini e istituzioni a interrogarsi sulla direzione intrapresa dalla città e sulle modalità con cui affrontare i cambiamenti in corso.

La fontana del Vagine nascosta dai cantieri

A completare il suo intervento, Paolo Aresi richiama una fotografia scattata alcune settimane prima, nella quale appare la più antica fontana di Bergamo, quella del Vagine.

Secondo il giornalista, il luogo storico sarebbe stato nascosto dalla presenza di auto, strutture provvisorie dei cantieri e servizi igienici da cantiere.

“Davvero c’è qualcosa che non va”, conclude Aresi, utilizzando l’immagine della fontana come simbolo di una trasformazione urbana che, a suo giudizio, merita una riflessione collettiva.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
7 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
3 mesi fa

Aggiungiamo SUV sempre più larghi e “onnipotrnti”, monopattini selvaggi, biciclette contromano ovunque (Es.: Borgo Palazzo, Boccola, ecc), vigili scomparsi.

Ovvio che chi rispetta le regole alla lunga si innervosisca e reagisca, quindi il tasso di isteria aumenta.

Commento da Facebook
3 mesi fa

Questo è il risultato scontato dello scollamento arrogante tra le istituzioni e i cittadini, che ormai sono solo carne da voto, e non contano più nulla nella creazione di un ambiente urbano condiviso tra le esigenze di tutti. È morto il dialogo, è morto il confronto…resta la rabbia che prima o poi esploderà…solo questione di settimane..

Commento da Facebook
3 mesi fa

E’vero bisognerebbe farci sentire davvero e non solo qui sui social

Commento da Facebook
3 mesi fa

È settimane dico settimane che leggo insulti pesantissimi ad amministratori di Bergamo e persino alla Curia per E-brt e odio verso gli immigrati per la questione sicurezza, immigrati tutti gia’ condannati. Su Orio il discorso è enorme e riguarda la salute pubblica e la sostenibilità di un’intera città. Gli insulti non risparmiano neppure pedoni e ciclisti. Una città che ha mostrato un lato crudele e rabbioso dove l’unica cosa che conta è non perdere tempo in auto e il denaro. Tutto il resto chi se ne frega… si sono guardati solo i cantieri “nemici” e omessi quelli “amici” – leggi… Leggi il resto »

Commento da Facebook
3 mesi fa

Data Sabato 12 settembre manifestazione A Bergamo dai pronti?????

Commento da Facebook
3 mesi fa

Bella la fontana più antica di Bergamo.. dietro a dei wc 🥶

Commento da Facebook
3 mesi fa

Oh però non ho vista UNA manifestazione seria contro i cantieri, una seria contro la delinquenza, una seria contro E-BRT per tanto al bergamasco medio evidentemente sta bene così!
L’ultima volta che li ho visti in piazza era per festeggiare l’europeo dell Italia

Articoli correlati

Un'auto non si ferma al controllo in via Frizzoni e attraversa il centro ad alta...
busta paga
La Squadra Mobile ha fermato due ventenni residenti a Milano dopo alcuni movimenti sospetti davanti...
Dalle 19 di venerdì 30 ottobre ripristinata la circolazione in entrambi i sensi di marcia....
La manifestazione del sindacalismo di base ha attraversato la città venerdì 30 ottobre, da Porta...
Torna la Fiera Campionaria di Bergamo, uno degli appuntamenti espositivi più amati dal pubblico, con...
Paratico piange Franco Adriano Zecchillo, tenente medico infermiere della Croce Rossa morto nell’incidente in Bosnia....

Altre notizie