Orio al Serio, il futuro dell’aeroporto passa da droni e mobilità automatizzata

Il Piano di Sviluppo Aeroportuale 2029-2043 prevede 49 interventi e investimenti per 502 milioni di euro tra infrastrutture, sicurezza e nuove tecnologie

drone in aeroporto

Il futuro dell’aeroporto di Orio al Serio prende forma attraverso un ambizioso piano di sviluppo che punta a trasformare lo scalo bergamasco nei prossimi diciassette anni. Il Piano di Sviluppo Aeroportuale 2029-2043, presentato nell’ambito del dibattito pubblico con gli stakeholder, prevede 49 interventi per un investimento complessivo di 502 milioni di euro.

Il documento elaborato da Sacbo, società che gestisce l’aeroporto, delinea l’evoluzione dello scalo partendo dall’analisi del traffico attuale, delle infrastrutture esistenti e delle nuove esigenze del settore del trasporto aereo. L’obiettivo è programmare una crescita capace di integrare nuove opere, maggiore sicurezza e soluzioni tecnologiche innovative.

Una quota significativa degli investimenti, pari a circa 158 milioni di euro, sarà destinata alle infrastrutture di volo. Il programma comprende interventi tradizionali di manutenzione e ampliamento, ma anche progetti legati alla mobilità del futuro, come un vertiporto per le operazioni con droni destinati al trasporto merci e un sistema automatizzato per collegare terminal, parcheggi e Oriocenter.

Tra i primi interventi previsti ci sono quelli sulla pista principale dello scalo, la 10/28. A partire dal 2031 saranno avviate attività di manutenzione straordinaria finalizzate a garantire l’efficienza della pavimentazione, con ulteriori operazioni programmate nel 2034 e nel 2041.

Nel 2034 è inoltre previsto il completamento del piazzale sud-est, con la realizzazione di un nuovo spazio per gli aeromobili, la modifica della viabilità perimetrale e una riorganizzazione generale dell’area. Nel 2037 toccherà invece al piazzale nord, che sarà ampliato verso est con nuovi stalli destinati all’aviazione generale.

Tra gli interventi programmati figura anche la realizzazione di una nuova piazzola per il de-icing nell’area nord-est, prevista per il 2040, destinata agli aeromobili provenienti dal piazzale settentrionale.

Nel piano ritorna anche il progetto del sistema di arresto a fine pista denominato Emas (Engineered Materials Arrestor System). L’obiettivo è aumentare ulteriormente i livelli di sicurezza dello scalo riducendo il rischio in caso di uscita accidentale degli aerei dalla pista.

L’intervento, ipotizzato inizialmente già durante i lavori di rifacimento della pista del 2014, assume particolare rilevanza dopo l’incidente del 5 agosto 2016, quando un Boeing 737 cargo di Dhl uscì dalla pista durante l’atterraggio e terminò la corsa oltre la recinzione dello scalo. Il sistema Emas è progettato proprio per rallentare progressivamente gli aeromobili che dovessero oltrepassare il limite della pista, fino a fermarli.

Sempre nell’ottica del miglioramento operativo è previsto per il 2039 il raddoppio della taxiway nell’area davanti al terminal. L’intervento consentirà una gestione più fluida dei movimenti degli aerei, riducendo le attese durante le operazioni di rullaggio.

Le principali novità del piano riguardano però la mobilità automatizzata e le tecnologie emergenti. Sacbo ha inserito nel masterplan un sistema PRT (Personal Rapid Transit), un collegamento senza conducente destinato a unire i parcheggi multipiano P4 e P2 con il terminal passeggeri.

Il servizio, pensato per essere attivo 24 ore su 24, dovrebbe funzionare su una sede dedicata con diverse fermate intermedie. Il progetto potrebbe inoltre essere esteso in futuro fino al parcheggio P3 e oltre il sedime aeroportuale, raggiungendo Oriocenter e l’hotel situato vicino all’autostrada A4.

Il modello guarda anche a esperienze già operative in altri aeroporti internazionali, come quello di Heathrow a Londra, dove capsule elettriche autonome collegano i parcheggi al Terminal 5 attraverso un percorso dedicato.

Un’altra opera innovativa è prevista per il 2041: la realizzazione di un vertiporto nell’area nord dell’aeroporto. La struttura avrebbe una superficie di circa 10mila metri quadrati e includerebbe uno spazio logistico per la gestione delle merci trasportate tramite droni.

Il progetto si inserisce nello sviluppo della Urban Air Mobility e dell’Advanced Air Mobility, settori basati sull’utilizzo di velivoli elettrici o a basse emissioni con capacità di decollo e atterraggio verticale, come gli eVTOL.

Secondo Sacbo, la posizione strategica di Bergamo nel Nord Italia potrebbe rendere Orio al Serio un punto di riferimento per queste nuove forme di mobilità. La scelta dell’area dedicata al vertiporto tiene conto della vicinanza alle infrastrutture logistiche e ai collegamenti stradali necessari per le operazioni di distribuzione delle merci.

Il Piano di Sviluppo Aeroportuale punta quindi a trasformare Orio al Serio in uno scalo più moderno, sicuro e integrato con le nuove tecnologie della mobilità.

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