Il ritrovamento dei due cuccioli sotto il sole
Un episodio di attenzione verso la fauna selvatica ha coinvolto alcuni residenti della provincia di Bergamo, dopo il ritrovamento di due cuccioli di minilepre all’interno di una fioriera in cemento di un condominio. Il fatto è avvenuto a Osio Sotto. La competenza, in questi casi, è in capo alla Polizia Provinciale.
A raccontare la vicenda sul gruppo Facebook “Sei di Bergamo Se…” è stato Fiore Marco Riggi, che ha spiegato di aver trovato gli animali abbandonati e di essersi subito attivato per cercare una soluzione.
“Buonasera abbiamo salvato questi 2 cuccioli di minilepre abbandonati dentro una fioriera del mio condominio, ho contattato il C.r.a.s di Valpredina ma sono impossibilitato a portarglieli, mi hanno consigliato di chiamare il gruppo forestale della provincia e mi ha detto che forse passano domani (oggi, NdR) a prenderli, vorrei sapere se qualcuno conosce personale addetto che possa aiutarci a salvarli in caso non riuscissero a passare perché non ho possibilità di accudirli per molti giorni. Ringrazio chi ci aiuterà”.
La catena di solidarietà sui social
Dopo il ritrovamento, il cittadino ha chiesto supporto agli utenti del gruppo, spiegando di non avere la possibilità di occuparsi degli animali per un periodo prolungato.
Tra i primi interventi è arrivato quello di Lorella Pressato, che si è resa disponibile a offrire un aiuto temporaneo.
“Posso garantire uno stallo in attesa che vengano a prenderli. Mi contatti su messenger”, ha scritto.
Il dubbio sulla presenza della madre
Nel confronto tra gli utenti è emersa anche l’ipotesi che la madre potesse essere ancora nelle vicinanze alla ricerca dei piccoli.
A questa osservazione Riggi ha replicato spiegando la situazione riscontrata: “Purtroppo erano abbandonati (confermato dalla forestale) perché erano tre dentro a una fioriera di cemento sotto il sole cocente e il terzo era in avanzato stato di decomposizione davanti l’uscita della tana”.
Secondo quanto riferito dal cittadino, il terzo cucciolo sarebbe morto da diversi giorni.
“Abitando attaccati a un provinciale penso che la madre sia finita male, per come era il terzo sono almeno 3 giorni che non tornava la mamma”, ha spiegato.
Le segnalazioni per il recupero degli animali
Diversi utenti hanno suggerito di contattare strutture specializzate nel recupero della fauna.
Chiara Gheza ha consigliato l’intervento della Polizia Provinciale, spiegando la propria esperienza: “Ha chiamato la Polizia Provinciale? Altrimenti ho il numero. Li avevo contattati per una civetta e per un pettirosso e sono venuti a prenderli e li hanno portati al Cras in Valpredina”.
Altri partecipanti hanno indicato la struttura Tana Gelsomina, realtà dedicata all’assistenza degli animali, ma fuori provincia.
Daniela Dossena ha scritto: “Cerca “ tana Gelsomina “ è specializzata”.
Anche DibaFrida BayKim ha suggerito: “Chiama Tana Gelsomina di Agrate Brianza ! Te li salva di sicuro”.
Il confronto sulla gestione delle minilepri
Nel dibattito è emersa anche la questione relativa alla gestione delle silvilago, termine con cui vengono indicate le cosiddette minilepri.
Maria Assunta Villa ha commentato: “Può lasciarli liberi, sono autonomi, non sono piccoli (i neonati sono nudi come i conigli). Inoltre sono resistenti come i topi, non sono autoctoni…”.
Un altro utente, Tiziana Be, ha invece evidenziato una diversa posizione: “Le silvilago dette minilepri, sono in fase di abbattimento. I cras non le prendono. E se le prendono faranno una brutta fine…”.
Le rassicurazioni sul destino dei cuccioli
Sull’onda dei timori testé espressi, nel corso della discussione alcuni utenti hanno espresso preoccupazione per la sorte degli animali.
Maurizio Bertulessi ha scritto: “Daniela Cattaneo, sì, ai rapaci le danno. VIVE PURTROPPO e mi dispiace questa soluzione. Ma fidati dai CRAS no. Come tanti animali portati dati in pasto a questi”.
A questa affermazione Fiore Marco Riggi ha risposto spiegando di aver ricevuto rassicurazioni dal C.R.A.S. di Valpredina:, che tratta soprattutto uccelli ma non solo.
“Mi hanno garantito quelli del c.r.a.s che non subiranno nulla se no col piffero che glieli davo. Le prendono”.
La vicenda ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà da parte degli utenti del gruppo Facebook, con cittadini disponibili a fornire contatti, ospitalità temporanea e indicazioni per favorire il recupero dei due cuccioli.
Resta così un esempio di come una segnalazione sui social possa attivare una rete spontanea di cittadini, volontari e operatori per affrontare una situazione legata alla tutela degli animali.

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