Arzago, maxi furto al Glam Cafè: bottino da oltre 40mila euro

Colpo nella notte nel locale lungo la Rivoltana: portati via tabacchi, gratta e vinci, denaro e valori delle slot. I ladri avrebbero neutralizzato parte dell'antifurto prima dell'azione. Indagano i carabinieri

Carabinieri

Un colpo preparato nei dettagli, un bottino superiore ai 40mila euro e un’attività commerciale finita per la seconda volta nel giro di pochi mesi nel mirino dei ladri. È quanto accaduto al Glam Cafè di Arzago d’Adda, locale situato all’interno di un’area di servizio lungo la strada provinciale Rivoltana.

Il furto è stato messo a segno intorno alle 4 di mercoledì 2 settembre. Ad agire sarebbero state tre o quattro persone con il volto coperto, che sono riuscite a entrare nel bar e a impossessarsi di sigarette, gratta e vinci, denaro contenuto nelle casse e valori legati alle slot e al cambiamonete.

Oltre alla merce e ai contanti sottratti, il locale ha riportato danni considerevoli. Sull’accaduto stanno lavorando i carabinieri, che hanno acquisito le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza.

Oltre 40mila euro tra sigarette e denaro

A fornire una prima quantificazione delle conseguenze del furto è stata la titolare dell’attività, Simona Tuosto.

La parte più consistente del bottino sarebbe rappresentata dai tabacchi, per un valore stimato intorno ai 30mila euro. A questi si aggiungerebbero circa 5mila euro di gratta e vinci e altri 5mila euro complessivi tra slot, cambiamonete e denaro presente nel locale.

I malviventi avrebbero inoltre svuotato le casse, impossessandosi anche dell’incasso dell’attività. Secondo quanto riferito dalla titolare, sarebbero spariti 1.745 euro relativi alla giornata precedente e altri 700 euro presenti in cassa.

Il danno economico complessivo è destinato quindi a superare il semplice valore della refurtiva, considerando anche quanto necessario per ripristinare le parti del bar danneggiate durante l’azione.

Antifurto neutralizzato prima del colpo

Uno degli aspetti sui quali si concentrano maggiormente le attenzioni riguarda il sistema di sicurezza.

Secondo la ricostruzione della titolare, alcuni sensori dell’antifurto sarebbero stati coperti utilizzando della lacca, permettendo ai ladri di muoversi all’interno del locale senza provocare immediatamente l’attivazione dell’allarme.

L’ipotesi avanzata è che l’operazione di preparazione possa essere stata effettuata prima della notte del furto, eventualmente durante una precedente visita al bar.

Un sensore installato nella zona del bancone sarebbe invece rimasto funzionante. Proprio quest’ultimo avrebbe fatto scattare l’allarme, ma quando l’azione dei malviventi era ormai sostanzialmente conclusa.

La modalità utilizzata fa ipotizzare una conoscenza piuttosto approfondita degli spazi e dei sistemi presenti nel locale, elemento che sarà valutato durante le indagini.

La titolare ha già annunciato l’intenzione di aumentare ulteriormente le misure di sicurezza, potenziando il sistema di videosorveglianza già installato. Nel bar è presente anche un antifurto nebbiogeno.

L’ingresso dal locale delle slot

Per accedere all’attività, i ladri avrebbero scelto una finestra collegata direttamente alla zona delle slot.

Dopo averla forzata, sarebbero entrati all’interno del Glam Cafè e avrebbero raggiunto progressivamente gli altri ambienti.

Secondo il racconto della proprietaria, i componenti del gruppo si sarebbero mossi anche strisciando sul pavimento nel tentativo di non essere rilevati dai dispositivi di sicurezza.

Il locale delle slot è stato messo a soqquadro e i malviventi avrebbero agito con rapidità, portando via quanto ritenuto di maggiore valore prima di allontanarsi.

Un altro particolare riguarda l’orario scelto per entrare in azione.

Il particolare dell’orario di apertura

Normalmente il Glam Cafè apre alle 4 del mattino. Proprio mercoledì, tuttavia, l’apertura era stata eccezionalmente posticipata alle 4.30 a causa di alcuni lavori stradali.

La variazione era stata comunicata ai clienti attraverso un cartello.

Secondo la titolare, la coincidenza potrebbe rappresentare un ulteriore elemento da considerare: chi ha organizzato il furto potrebbe essere stato a conoscenza del fatto che quella mattina il locale sarebbe rimasto chiuso mezz’ora più a lungo rispetto al solito.

Il bar si trova lungo il tratto della Rivoltana che collega Arzago d’Adda a Rivolta d’Adda, una posizione che può agevolare anche un rapido allontanamento dalla zona.

Le immagini al vaglio dei carabinieri

Quando il sistema d’allarme si è infine attivato, sul posto è intervenuto inizialmente il personale della vigilanza privata. Successivamente sono stati allertati i carabinieri.

Le telecamere del Glam Cafè avrebbero registrato l’azione dei ladri, anche se i componenti del gruppo risultano incappucciati.

Le immagini sono ora a disposizione degli investigatori e potrebbero fornire elementi utili per individuare il percorso seguito dai responsabili prima e dopo il furto, oltre a eventuali caratteristiche riconoscibili.

Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire se il gruppo abbia effettuato sopralluoghi nei giorni precedenti e se esista un collegamento con quanto accaduto nello stesso bar alcuni mesi fa.

Secondo furto in cinque mesi

Per il Glam Cafè non si tratta infatti del primo episodio.

Già ad aprile il locale era stato preso di mira dai ladri. In quella circostanza, tuttavia, l’attivazione dell’antifurto aveva limitato le conseguenze: i responsabili erano riusciti soltanto a trascinare una macchinetta all’esterno prima di allontanarsi.

Non è al momento possibile stabilire se dietro i due episodi ci siano le stesse persone.

Per la titolare resta soprattutto l’amarezza di essere stata colpita nuovamente nonostante la presenza di antifurto, telecamere e servizio di vigilanza.

Il Glam Cafè è aperto da circa un anno e mezzo e due incursioni nell’arco di cinque mesi hanno aumentato la preoccupazione dei gestori, che ora intendono rafforzare ulteriormente le protezioni dell’attività.

Le indagini dei carabinieri proseguiranno attraverso l’analisi delle registrazioni e degli altri elementi raccolti nel locale, con l’obiettivo di identificare i responsabili del maxi furto e verificare come sia stata organizzata un’azione che, per modalità e tempistiche, appare preparata con particolare attenzione.

 

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