Violenza domestica a Villongo: chiesta condanna a 3 anni e mezzo per maltrattamenti

Il processo contro un uomo accusato di violenze fisiche e psicologiche nei confronti della moglie entra nella fase finale. L’imputato ribalta le accuse, ma il pubblico ministero chiede una condanna severa

A Villongo, un uomo di 45 anni, P.B., è accusato di gravi episodi di violenza domestica nei confronti della moglie, con cui ha condiviso 13 anni di matrimonio. Il pubblico ministero ha richiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi per maltrattamenti e lesioni, evidenziando testimonianze e prove mediche a sostegno delle dichiarazioni della donna, che ha descritto anni di abusi fisici e psicologici.

Le accuse della moglie

Nel suo racconto, la donna ha descritto una relazione caratterizzata da controllo ossessivo, isolamento sociale e violenze fisiche, che sarebbero culminate in episodi estremamente gravi, tra cui pugni, calci e percosse. Ha raccontato che il marito le avrebbe strappato i capelli, messo le mani al collo e addirittura lanciato oggetti contro di lei mentre era incinta. Le colleghe della donna hanno confermato di aver visto lividi sul suo corpo e lesioni sul cuoio capelluto, testimoniando la gravità della situazione.

La difesa dell’imputato

L’imputato, dal canto suo, ha respinto tutte le accuse, sostenendo di essere lui la vera vittima della relazione. Ha affermato che la moglie era ossessionata dalla gelosia, arrivando a pedinarlo e a costringerlo a cambiare più volte lavoro per soddisfare i suoi sospetti di infedeltà. Ha prodotto delle fotografie delle presunte lesioni che avrebbe subito durante le loro liti, ma, secondo l’accusa, non ha fornito prove concrete o testimonianze a supporto della sua versione.

Le argomentazioni in aula

Durante l’udienza, il pubblico ministero Silvia Marchina ha sottolineato la coerenza delle testimonianze della vittima e la presenza di certificati medici che confermano le lesioni subite. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’imputato avrebbe agito in modo narcisistico, cercando di distorcere i fatti per presentarsi come la vittima. Il legale della donna ha descritto la situazione come un classico caso di violenza domestica, dove la vittima è rimasta intrappolata in una relazione abusiva, fino a quando non ha temuto per la propria vita.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Carminati, ha chiesto l’assoluzione dell’uomo, sostenendo che il contesto familiare era caratterizzato da liti continue tra entrambi i coniugi, e che non fosse chiaro chi fosse realmente la vittima degli abusi. La difesa ha anche sottolineato che l’uomo non ha mai denunciato la moglie per vergogna, pur essendo oggetto, a sua detta, di gelosia morbosa.

Episodi contestati

Gli episodi di violenza riportati in tribunale includono un’aggressione durante la gravidanza della moglie, il lancio di un oggetto contro di lei, pugni e schiaffi, oltre a continui atti di controllo ossessivo e isolamento. Nel 2022, l’uomo avrebbe anche rotto gli stivali della donna, tagliandoli con delle forbici dopo averglieli tolti con forza. Il culmine sarebbe stato raggiunto quando, poco prima che la donna decidesse di lasciare la casa con i figli, il marito le avrebbe sferrato un violento pugno in faccia.

Redazione

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