Un cane in corsia: “Prince” supporta i pazienti di terapia intensiva

A Bergamo Ovest, il progetto "Dog for Smile" introduce un Golden Retriever a supporto dei pazienti critici

Ospedale PG23 Bergamo

L’Ospedale di Treviglio-Caravaggio ha avviato un progetto pionieristico per migliorare il recupero dei pazienti in terapia intensiva attraverso il supporto di un cane addestrato. “Dog for Smile” è il primo progetto in Lombardia che porta un cane in corsia per affiancare le terapie mediche tradizionali con l’obiettivo di favorire la ripresa delle funzioni motorie, cognitive ed emozionali dei pazienti ricoverati.

Il protagonista di questa iniziativa è Prince, un cucciolo di Golden Retriever che, dopo un periodo di formazione, diventerà operativo entro la fine dell’anno. L’introduzione del cane in reparto mira a ridurre lo stress dei pazienti ricoverati, stimolando anche esercizi fisioterapici spontanei attraverso gesti semplici come le carezze. Al suo fianco ci sarà la dottoressa Silvia Zambelli, anestesista e responsabile del progetto, che ha sottolineato l’importanza di un addestramento specifico per il cucciolo al fine di garantire un supporto efficace al reparto di terapia intensiva.

Il direttore generale dell’ASST Bergamo Ovest, Giovanni Palazzo, ha sottolineato l’importanza di umanizzare la cura in settori critici come le terapie intensive. Questi reparti sono notoriamente complessi, sia dal punto di vista fisico che emotivo, e richiedono lunghe degenze che possono avere ripercussioni psicomotorie. Palazzo ha espresso fiducia nel fatto che Prince potrà non solo aiutare i pazienti, ma anche offrire un momento di leggerezza ai familiari e al personale medico.

Antonio Manfredi, direttore sanitario, ha elogiato il personale coinvolto nel progetto pilota, sottolineando l’innovazione che questo tipo di approccio rappresenta nel panorama sanitario locale. L’iniziativa si basa anche su studi scientifici, tra cui quelli della Società Italiana di Anestesia e Rianimazione, che dimostrano l’efficacia degli interventi assistiti con animali nella riduzione di stress e nella stabilizzazione di parametri vitali nei pazienti di terapia intensiva.

La terapia assistita con animali, infatti, può influenzare positivamente vari aspetti del benessere dei pazienti, tra cui la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di cortisolo, come dimostrato dagli studi menzionati. Questo approccio rappresenta un esempio di come la medicina stia cercando nuove vie per umanizzare le cure, sfruttando strumenti complementari per migliorare l’efficacia delle terapie tradizionali.

Redazione

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