Vaccini anti-cancro e prevenzione: la ricerca di Garattini e l’importanza di uno stile di vita sano

Il presidente dell’Istituto Mario Negri sottolinea l'importanza della ricerca sui vaccini anti-cancro, ma ricorda come la prevenzione e lo stile di vita possano ridurre i rischi

Recentemente, un team di ricercatori della Columbia University ha presentato un importante avanzamento nella lotta contro il cancro: vaccini personalizzati creati con batteri geneticamente modificati. Pubblicata su Nature, la ricerca mostra come batteri probiotici, modificati per diventare alleati del sistema immunitario, siano in grado di eliminare cellule tumorali specifiche, attaccando sia i tumori primari che le metastasi e prevenendo eventuali recidive. Si tratta di una forma innovativa di immunoterapia, che, pur essendo ancora in fase sperimentale, ha dimostrato risultati promettenti sui modelli animali.

Per comprendere meglio queste scoperte, abbiamo consultato il professor Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri, il quale ha accolto con entusiasmo i progressi scientifici, ma ha ribadito che oltre il 40% dei tumori è evitabile grazie alla prevenzione. Per Garattini, sebbene la creazione di vaccini anti-cancro rappresenti un traguardo essenziale, la ricerca richiede anni e la prevenzione rimane un elemento chiave.

La prevenzione come strumento primario contro il cancro

Secondo Garattini, molte delle malattie oncologiche potrebbero essere prevenute adottando abitudini di vita più sane, riducendo comportamenti che aumentano i fattori di rischio, come il fumo, l’abuso di alcol e l’alimentazione scorretta. Ogni anno in Italia, 180mila persone perdono la vita a causa di patologie oncologiche, un dato allarmante che richiama alla necessità di agire preventivamente. Tra i principali fattori di rischio evitabili vi sono il consumo di tabacco e di alcol, oltre all’obesità, collegata a una scarsa attività fisica e a un’alimentazione non equilibrata.

Garattini sottolinea che il fumo è una delle cause più comuni di tumori, in particolare al polmone, ma gli effetti dannosi dell’alcol e dell’obesità sono spesso sottovalutati. Mantenere un peso ideale, limitare il consumo di carne rossa e di cibi lavorati e fare esercizio regolare sono abitudini che possono avere un impatto positivo sulla salute generale, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche e patologie tumorali.

Il ruolo della prevenzione nella sostenibilità del sistema sanitario

Garattini avverte anche sulle conseguenze dell’aumento di patologie evitabili per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’adozione di stili di vita sani ridurrebbe la pressione sul sistema sanitario, permettendo di risparmiare risorse e migliorare la qualità delle cure. Tuttavia, l’aumento di malattie legate a scelte di vita sbagliate porta a un intasamento del sistema. Ad esempio, il diabete di tipo 2, causato spesso da un’alimentazione non corretta e dalla sedentarietà, interessa circa 4,5 milioni di italiani e comporta costi elevati per le cure.

La questione del colesterolo e la medicalizzazione

Garattini critica anche la tendenza del mercato farmaceutico a ridurre continuamente i livelli di colesterolo considerati normali, promuovendo il consumo di farmaci per abbassarli, anche quando i vantaggi reali sono incerti. Ridurre il colesterolo, infatti, non sempre comporta benefici significativi, e per prevenire un singolo infarto è necessario trattare almeno cento pazienti, con conseguenze economiche e di salute non sempre favorevoli.

Non tutti i parametri di salute devono essere estremamente bassi per garantire una vita sana, sostiene Garattini. L’industria farmaceutica, tuttavia, continua a proporre farmaci per mantenere colesterolo, glicemia e pressione sempre più bassi, senza sempre giustificare questi trattamenti con dati chiari sul reale miglioramento della salute. L’eccessiva dipendenza dai farmaci non solo comporta effetti collaterali, ma mette in luce una forte pressione commerciale sulle scelte terapeutiche.

Un problema di responsabilità e politiche sanitarie

Infine, il professor Garattini sottolinea che le agenzie regolatorie, sebbene deputate alla vigilanza dei farmaci, sono spesso soggette a pressioni da parte delle aziende farmaceutiche. La minaccia di licenziamenti o tagli è uno strumento di pressione che porta le istituzioni sanitarie a mantenere in commercio determinati farmaci per non compromettere l’occupazione nel settore. In quest’ottica, Garattini sostiene che è essenziale che il Servizio Sanitario Nazionale mantenga come priorità la cura dei cittadini e non il profitto dell’industria.

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