L’amministrazione comunale di Bergamo, che in scia alla precedente mira a implementare la mobilità dolce e con essa l’estensione delle aree cittadine soggette a limiti drastici di velocità, si sta già scontrando di fatto con la nuova regolamentazione a livello nazionale. Molte zone 30 in programma, coi vincoli appena introdotti dalle misure governative, rischiano di sbattere contro il muro prima ancora di essere realizzate.
Le restrizioni per le zone 30
Con l’approvazione del nuovo Codice della strada, diventa più complesso istituire nuove zone 30 nei centri abitati. Le norme prevedono che queste aree siano consentite solo in presenza di condizioni specifiche, come la vicinanza a scuole, ospedali o altre strutture sensibili. Questo potrebbe rallentare il piano annunciato dal Comune di Bergamo, che entro il 2029 mira a trasformare in zone 30 ben 13 chilometri di strade, distribuiti tra quartieri come Colognola, San Tomaso, Malpensata e Celadina, oltre a vie centrali come viale Papa Giovanni XXIII e Borgo Santa Caterina.
Nonostante queste difficoltà, le iniziative già avviate non saranno toccate, poiché le norme non sono retroattive. Con una rete esistente di 193,7 chilometri a velocità moderata, Bergamo è stata tra le prime città italiane a implementare misure di rallentamento del traffico, e l’impatto della nuova legge sarà meno incisivo rispetto ad altre realtà. Tuttavia, si attende la pubblicazione dei decreti attuativi per chiarire i dettagli applicativi.
Ztl e criteri più severi
Il nuovo quadro normativo introduce requisiti stringenti anche per l’istituzione di nuove Zone a Traffico Limitato (Ztl). Saranno necessarie contemporaneamente ragioni di tutela ambientale e motivazioni legate al patrimonio artistico-culturale. Questo restringe il campo di applicazione e allunga i tempi per ottenere le autorizzazioni.
La nuova regolamentazione potrebbe limitare l’espansione delle Ztl a Bergamo, ad eccezione di aree come Città Alta, già dotata di un piano conforme ai requisiti grazie al suo status di sito Unesco. Rimangono incerte le prospettive per altre iniziative, come le Ztl scolastiche, che non sembrano essere contemplate dal nuovo Codice.
Un’altra modifica importante riguarda le sanzioni: chi viola una Ztl non potrà essere multato più di una volta al giorno, e sarà prevista maggiore tolleranza per i tempi di permanenza in caso di traffico o eventi eccezionali.
Maggiori limiti per le corsie ciclabili
Le nuove norme intervengono anche sulle corsie ciclabili, imponendo che siano realizzate solo dove non è possibile costruire piste ciclabili in struttura, cioè separate dal traffico automobilistico. Questo potrebbe rallentare la creazione di percorsi per biciclette in città, poiché sarà necessario dimostrare l’impraticabilità di alternative più protette.
Si teme che questa condizione aggiuntiva aumenti i tempi e la complessità delle procedure istruttorie, rischiando di frenare ulteriormente lo sviluppo di infrastrutture ciclabili.
Nuove regole per i monopattini
La riforma introduce misure più stringenti anche per l’uso dei monopattini, con obblighi di casco, assicurazione e targa. Mentre queste misure puntano a migliorare la sicurezza stradale, potrebbero avere l’effetto di ridurre drasticamente l’utilizzo di questi mezzi, soprattutto nel caso dei servizi di sharing. Per questi ultimi, infatti, l’obbligo del casco risulta poco praticabile, sollevando dubbi sull’efficacia dell’applicazione della norma.
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