Con un taglio di 1,3 milioni di euro annui nei trasferimenti statali, il Comune di Bergamo si trova a fronteggiare una significativa riduzione delle risorse. Tra spending review e possibili aumenti delle entrate, i cittadini potrebbero presto affrontare rincari, tra cui quelli sui parcheggi.
Una città virtuosa, ma con risorse ridotte
Il taglio annunciato, che nel quinquennio raggiungerà circa 6,2 milioni di euro, mette a dura prova la gestione delle spese correnti del Comune. Il vicesindaco e assessore al Bilancio Sergio Gandi ha evidenziato tre fattori critici: l’aumento del costo del lavoro dovuto ai contratti nazionali, l’inflazione che pesa sui servizi comunali, e gli investimenti legati al PNRR, da cui non è possibile fare marcia indietro.
A questi si aggiungono costi sociali crescenti, come l’assistenza per i minori non accompagnati e il sostegno scolastico agli alunni fragili, che comporteranno un ulteriore incremento della spesa di 750 mila euro nel prossimo anno.
Entrate bloccate e spazi di manovra limitati
Le difficoltà sono aggravate dal blocco delle aliquote fiscali. L’addizionale IRPEF, già al massimo consentito dello 0,8%, non può essere aumentata, limitando le possibilità di incrementare le entrate. Anche l’utilizzo del “Fondo crediti di dubbia esigibilità”, pari a circa 10 milioni di euro, richiede una maggiore flessibilità normativa da parte del governo.
Le soluzioni al vaglio: tagli e aumenti
Per far quadrare i conti, il Comune sta lavorando su due fronti. Da un lato, una spending review trasversale tra gli assessorati, con risparmi mirati su illuminazione pubblica e servizi considerati non essenziali. Dall’altro, si valuta un incremento delle entrate, che potrebbe passare attraverso misure impopolari come l’aumento delle tariffe per i parcheggi.
Questa ipotesi si inserisce in un contesto di crescente pressione finanziaria, dove ogni intervento avrà un impatto significativo sulla vita quotidiana dei cittadini.
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