Giovedì 12 dicembre si è concluso il processo che vedeva imputata una colf 31enne, accusata di aver somministrato sedativi a un’anziana di 72 anni per sottrarle preziosi di valore affettivo e materiale. Il tribunale ha condannato la donna a 4 anni e 10 mesi di reclusione per furto aggravato, derubricando l’iniziale accusa di rapina e facendo decadere quella di lesioni.
Due episodi sospetti e la denuncia della figlia
La vicenda ha avuto inizio nel novembre 2023, quando la colf, contattata tramite un annuncio pubblicato su Facebook, aveva iniziato a lavorare presso l’abitazione della pensionata, a Borgo Palazzo, Bergamo. Tra dicembre e gennaio, in due distinti episodi, l’anziana era stata ricoverata in ospedale per sintomi attribuiti inizialmente a ischemie transitorie.
Il primo episodio risale al 12 dicembre 2023: la donna, dopo aver bevuto una tisana portata dalla colf, aveva perso i sensi sul balcone, ritrovandosi poi a letto. Nel secondo caso, il 9 gennaio 2024, era stata la figlia della pensionata a richiedere analisi tossicologiche, insospettita dalle dichiarazioni della colf secondo cui la madre avrebbe assunto tranquillanti, cosa non abituale per l’anziana. Le indagini hanno confermato che la 31enne aveva venduto i gioielli della pensionata a due compro-oro di Bergamo e Seriate.
Il processo: accuse, difesa e tensioni in aula
La colf era stata arrestata ad aprile 2024 e sottoposta agli arresti domiciliari. Durante il processo, il pubblico ministero Carmen Santoro aveva richiesto una condanna a 7 anni per rapina, insistendo sulla gravità delle azioni. La difesa, rappresentata dall’avvocato Anisa Rama, ha invece puntato sull’assenza di prove dirette, sottolineando che non era mai stata trovata traccia della tisana con benzodiazepine.
La madre dell’imputata, chiamata a testimoniare, ha fornito una versione giudicata inattendibile dal giudice Anna Ponsero, sostenendo che l’anziana desiderava adottare la colf. La deposizione è stata interrotta per le tensioni in aula, con la vittima che negava ripetutamente le affermazioni. Alla lettura della sentenza, la madre dell’imputata ha accusato un lieve malore nei corridoi del tribunale.
I gioielli rubati e il risarcimento
Tra i beni sottratti, di particolare valore affettivo, figurano una fede nuziale, un collier d’oro, orecchini e un anello con brillante. Il giudice ha riconosciuto alla vittima un risarcimento provvisionale di 4mila euro, rispetto ai 10mila richiesti dalla parte civile. La pensionata, assistita dagli avvocati Silvano Sacchi e Marco Brevi, ha sottolineato il peso emotivo della perdita di oggetti legati a ricordi familiari importanti.
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