La storia di un locale diventato leggenda
Al civico 58 di via Broseta, a Bergamo, la porta della Trattoria d’Ambrosio è quasi sempre aperta. Chi entra sa di trovare Giuliana D’Ambrosio, con il suo carattere accogliente e la capacità di mettere a proprio agio chiunque, dal muratore con la tuta sporca al cliente in giacca e cravatta. La trattoria, ormai un punto di riferimento per la città, festeggia 80 anni di attività, anche se Giuliana puntualizza che sono già 81: il padre aveva aperto il locale nel 1943, in piena guerra.
I primi passi nella trattoria
Giuliana inizia a lavorare nel ristorante fin da bambina, dopo la morte del padre. “Avevo 10 anni e aiutavo mia mamma. Mi attaccavo alla macchinetta del caffè, per questo sono ‘spallata’”, racconta. Negli anni ’50 il locale era già un punto di ritrovo per i giocatori dell’Atalanta, che trascorrevano le mattinate sfidandosi a bocce nei campi collegati al ristorante.
Tra sport e spettacolo
Appassionata di calcio, Giuliana segue l’Atalanta fin da bambina. “Sono un’ex ultrà, ora vado in tribuna per limiti di età”, scherza a Bergamo News. Ma la sua vita non si limita allo sport: eclettica e piena di energia, partecipa alle finali di Miss Italia nel 1977, più per curiosità che per ambizione, e tenta anche di diventare hostess di volo, un sogno abbandonato per la scarsa inclinazione allo studio dell’inglese.
La vita al ristorante
Per Giuliana, il ristorante è come una casa. “Mi diverto, ogni sera è come girare un film in cui sono la regista. A pranzo ci sono i muratori, guai a chi li tocca. La sera arrivano i calciatori, gli attori dopo il teatro, e tengo aperto fino a tardi: non posso dire di no a chi arriva”. Il suo approccio caloroso e inclusivo rende il locale un punto di incontro per ogni tipo di clientela.
Il ritorno dopo la malattia
Nel 2010, Giuliana affronta una grave malattia e una chiusura forzata del ristorante per un anno. Il suo ritorno è stato celebrato dagli ultras atalantini, che hanno organizzato una sorpresa con torce, cori e striscioni. “È stata la mia soddisfazione più grande”, ricorda. Da allora, Giuliana ha ripreso la sua vita con rinnovata energia, dedicandosi anche al volontariato come vicepresidente dell’Associazione Oncologica Bergamasca.
Il futuro e l’amore per la Dea
Nonostante gli impegni quotidiani, Giuliana coltiva un sogno per il 2025: “Andare a vedere l’Atalanta in trasferta, magari in Champions League”. Quando l’amata squadra gioca, il ristorante chiude con un cartello ironico: “Chiuso per guasto idraulico”.
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