Il paesaggio come diritto fondamentale al Landscape Festival
Il paesaggio non rappresenta esclusivamente un elemento da proteggere o conservare, ma costituisce una componente fondamentale della vita quotidiana delle popolazioni, collegata a diritti, responsabilità e decisioni condivise. È questo il tema dell’Université d’Été “Diritto al paesaggio”, appuntamento previsto martedì 15 settembre 2026 alle ore 15:30 presso il Monastero di Astino, nell’ambito della XVI edizione di Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio.
L’edizione 2026 della manifestazione è dedicata al tema “Nuovo Rinascimento”, con l’obiettivo di approfondire nuove prospettive sul rapporto tra persone, ambiente e trasformazioni territoriali.
La Convenzione europea del paesaggio alla base della riflessione
L’incontro prende avvio dalla Convenzione europea del paesaggio del Consiglio d’Europa, adottata a Firenze il 20 ottobre 2000, documento che riconosce il paesaggio come elemento essenziale della qualità della vita e come parte integrante del contesto quotidiano delle comunità.
La Convenzione amplia il significato stesso di paesaggio, includendo ogni porzione di territorio: dagli ambienti naturali e rurali fino alle aree urbane e periurbane. Il riconoscimento riguarda sia i luoghi di particolare valore sia gli spazi della vita comune e quelli caratterizzati da condizioni di degrado.
Tutela, gestione e partecipazione delle comunità nelle scelte territoriali
Il valore del paesaggio assume quindi una dimensione che supera il semplice concetto di conservazione. La Convenzione stabilisce infatti che gli Stati riconoscano giuridicamente il paesaggio come componente essenziale del contesto di vita, promuovendo politiche dedicate alla salvaguardia, alla gestione e alla pianificazione.
Un ruolo centrale viene attribuito anche alla partecipazione pubblica, attraverso il coinvolgimento delle comunità nelle decisioni riguardanti la trasformazione e la gestione dei territori.
Esperti e ricercatori a confronto sul futuro del paesaggio
L’Université d’Été propone un dialogo tra diritto, cultura del paesaggio e dinamiche economiche e territoriali. Durante l’incontro interverrà Alessandra Caputi, ricercatrice indipendente presso la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, con il contributo intitolato In nome del paesaggio.
Seguirà l’intervento di Alessia Fusco, ricercatrice di diritto costituzionale e pubblico dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, che affronterà il tema Tutela del paesaggio e del patrimonio artistico: quale confronto.
Emanuele Comi, ricercatore di diritto dell’economia presso l’Università degli Studi di Bergamo, presenterà invece il tema La “regolazione cosciente” del paesaggio tra comunità e fenomeni economici.
È previsto inoltre un video intervento di Francesco Jodice, autore della mostra fotografica Luoghi Comuni, ospitata presso il Monastero di Astino.
Arketipos guida il confronto organizzato con enti e istituzioni
A moderare l’appuntamento sarà Vittorio Rodeschini, Presidente dell’Associazione Arketipos.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il CST – Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” dell’Università degli Studi di Bergamo, l’Osservatorio Internazionale di Studi sul Paesaggio e la Fondazione MIA.
L’evento è realizzato con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo e del Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Bergamo.
Il programma dell’Université d’Été “Diritto al paesaggio”
L’appuntamento si svolgerà martedì 15 settembre 2026 al Monastero di Astino a Bergamo.
Il programma prevede:
- ore 15.00: registrazione dei partecipanti;
- ore 15.30: saluti istituzionali;
- ore 16.00: interventi.
Interverranno:
Alessandra Caputi – In nome del paesaggio
Alessia Fusco – Tutela del paesaggio e del patrimonio artistico: quale confronto
Emanuele Comi – La “regolazione cosciente” del paesaggio tra comunità e fenomeni economici
Francesco Jodice – video intervento, autore della mostra fotografica Luoghi Comuni
La moderazione sarà affidata all’avvocato Vittorio Rodeschini, Presidente dell’Associazione Arketipos.
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