Terziario a due velocità a Bergamo: i servizi trainano la crescita, commercio al dettaglio in affanno

Nel primo trimestre 2025 prosegue il buon andamento dei servizi, mentre il commercio rallenta tra ordini in calo e segnali negativi sull’occupazione

Il terziario bergamasco continua a viaggiare a due velocità. Nel primo trimestre del 2025 il comparto dei servizi ha confermato il suo trend positivo, mentre il commercio al dettaglio ha evidenziato segnali di rallentamento, sia sul fronte del fatturato che dell’occupazione.

Il settore dei servizi ha registrato un +1,8% su base annua e un +0,4% rispetto al trimestre precedente, portando l’indice del fatturato a quota 135,4, con un aumento di quasi 30 punti rispetto al livello pre-Covid. Un risultato significativo che testimonia la crescita strutturale di questo comparto, nonostante una leggera decelerazione rispetto al 2024. L’aumento è stato sostenuto in particolare dai servizi alle imprese, mentre le attività ricettive e di ristorazionehanno mostrato un rallentamento dopo l’ottimo andamento dello scorso anno.

Come sottolinea Bergamonews, anche l’occupazione nei servizi segna un +1,8%, confermando la tendenza espansiva. Le aspettative degli imprenditori, tornate moderatamente ottimistiche, evidenziano un saldo positivo tra chi prevede un incremento e chi una diminuzione del fatturato (+4 punti). Ancora migliori le previsioni sull’occupazione, con un saldo positivo di +5 punti. La crescita dei prezzi, trainata anche dagli aumenti nel costo del lavoro, si attesta al +1,5% congiunturale.

Di segno opposto i dati sul commercio al dettaglio, che registra un incremento contenuto del +0,5% su base annua e una flessione congiunturale del -0,1%, mantenendo l’indice del fatturato a quota 116, solo 15 punti sopra i livelli pre-pandemia. I negozi non alimentari sembrano tenere meglio, mentre supermercati e minimarket mostrano un rallentamento più marcato.

Sul fronte occupazionale, il commercio registra un calo dell’1,2% nel numero di addetti, una contrazione più marcata rispetto a quelle osservate negli stessi periodi degli anni precedenti. Preoccupano anche le aspettative per il prossimo trimestre, con saldi negativi per il fatturato (-2 punti), gli ordini ai fornitori (-10 punti) e l’occupazione (-5 punti), delineando un quadro di crescente incertezza.

Torna negativa anche la dinamica degli ordini, con un saldo di -15 punti, mentre le scorte di magazzino restano abbondanti (+5,5 punti). I prezzi nel commercio segnano una crescita contenuta (+0,4%), dopo l’accelerazione dell’ultimo trimestre 2024.

Secondo l’analisi, il peggioramento del commercio sarebbe legato al fatto che la ripresa del potere d’acquisto non si è ancora tradotta in un reale aumento dei consumi, ma piuttosto in una maggiore propensione al risparmio, favorita sia dall’incertezza economica che dall’esigenza di ricostruire la ricchezza erosa dall’inflazione.

Il confronto tra servizi e commercio mette in luce una divergenza crescente, evidenziata anche dall’umore degli imprenditori: ottimismo prudente nei servizi, crescente preoccupazione nel commercio.

Redazione

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