Zone rosse a Bergamo, Futura si smarca: “No alla repressione, servono investimenti nel sociale”

I consiglieri Lazzari e Brevi contro la proroga della vigilanza rafforzata: “La povertà non si cancella con gli sgomberi”

La questione delle “zone rosse” a Bergamo continua a creare fratture anche all’interno della maggioranza. I consiglieri comunali Laura Brevi e Aldo Lazzari, eletti nella lista civica Futura, si sono espressi nuovamente con forza contro la proroga delle aree a vigilanza rafforzata, una misura voluta dal prefetto Luca Rotondi e di fatto condivisa dalla giunta, che ne ha sostenuto l’applicazione in alcuni quartieri della città.

“Non è questa la città che vogliamo”, scrivono i due esponenti in una nota congiunta, sottolineando come le zone rosse non rappresentino una vera soluzione ai problemi sociali ma piuttosto un approccio repressivo e disumanizzante. “Dietro le ordinanze ci sono persone, uomini e donne che vivono ai margini e che chiedono aiuto, non sgomberi”, affermano Brevi e Lazzari.

La misura, prorogata per altri tre mesi, consente di rafforzare la sorveglianza e limitare la presenza di soggetti considerati “problematici” in alcune aree sensibili della città. Ma secondo i consiglieri di Futura, si tratta di un’azione di facciata che colpisce la povertà visibile, non le sue cause.

“Lo Stato, attraverso il prefetto, sceglie la via della repressione, allontanando e criminalizzando chi vive in condizioni di disagio”, si legge nel comunicato. Un approccio che, secondo Futura, rischia di radicalizzare le disuguaglianze e militarizzare i quartieri, invece di affrontare alla radice le emergenze sociali con politiche pubbliche strutturali.

L’appello si allarga al resto del centrosinistra, finora rimasto in silenzio o timidamente allineato alla linea della giunta: “Ci aspettiamo che anche le altre forze della maggioranza prendano posizione”, è l’invito rivolto agli alleati. E soprattutto chiedono che non si proceda a un’ulteriore estensione delle zone rosse nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Una posizione netta, quella di Futura, che evidenzia le tensioni tra le anime della coalizione: da un lato chi punta sul controllo del territorio e l’ordine pubblico, dall’altro chi rivendica un approccio più inclusivo e sociale, criticando misure percepite come stigmatizzanti per i più fragili.

Redazione

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