Misano, spara durante una lite in casa: poi fugge e si consegna ai carabinieri

La fidanzata rimane illesa. Il giovane rientra dopo due ore. Nessuna traccia dell’arma, forse una scacciacani

carabinieri

Tensione e paura a Misano  dove un giovane ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco durante una lite con la fidanzata. L’episodio è avvenuto in un appartamento di via Locatelli, in un complesso residenziale con affacci a ringhiera su un cortile interno. La ragazza è rimasta illesa, ma l’allarme tra i residenti è scattato immediatamente.

L’episodio si è consumato intorno alle 16:00, quando una violenta discussione tra i due giovani – entrambi italiani e residenti da poco nell’abitazione – è degenerata. Alcuni vicini hanno riferito di aver udito urla, seguite da più spari. Subito dopo, entrambi si sarebbero allontanati dall’appartamento. Il giovane è salito a bordo della sua Fiat 500 XL ed è fuggito, mentre la ragazza è stata rintracciata poco dopo in stato di shock ma in buone condizioni.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Caravaggio e del nucleo radiomobile di Treviglio, che hanno avviato le ricerche del fuggitivo. L’uomo, dopo circa due ore, è tornato a casa, convinto da alcuni familiari a costituirsi. Ad attenderlo c’erano i militari in giubbotto antiproiettile, ma il giovane non ha opposto resistenza. La perquisizione dell’auto non ha permesso di trovare l’arma utilizzata.

Nel frattempo, i rilievi scientifici dei carabinieri all’interno dell’abitazione non hanno portato al ritrovamento della pistola, facendo ipotizzare che possa trattarsi di una scacciacani, arma priva di proiettili veri ma in grado di generare forti esplosioni sonore. Per escludere ogni dubbio, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che con due squadre da Bergamo e Treviglio hanno setacciato anche i tetti degli edifici vicini, utilizzando un’autoscala per ispezionare la zona di via Solferino.

Anche questa verifica ha dato esito negativo. Nessuna traccia dell’arma, né elementi che facciano pensare a un’arma da fuoco vera. La ragazza è stata ascoltata in caserma per fornire una versione completa dei fatti, così come il compagno. Fino alla serata di domenica non risultavano provvedimenti giudiziari a carico del giovane, ma le indagini sono ancora in corso.

Restano da chiarire le cause della lite e la dinamica esatta degli spari, che secondo alcuni residenti non sarebbero stati nemmeno uditi chiaramente. Un dettaglio che potrebbe rafforzare l’ipotesi della scacciacani, spesso difficile da distinguere a orecchio da un’arma vera ma meno udibile da lunghe distanze.

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