Saldo migratorio positivo: la montagna torna attrattiva
Nonostante il calo demografico registrato in molte aree montane, i numeri del Rapporto Montagna 2025 dell’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montane) raccontano una storia diversa per diverse zone della Bergamasca. Dal 2019 al 2023, tutte le aree interne della provincia hanno fatto segnare un saldo migratorio positivo, ovvero più persone si sono trasferite lì rispetto a quante se ne siano andate.
Ecco i dettagli del saldo migratorio per 1.000 abitanti nelle varie valli:
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Valle Imagna: +32,18
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Val Cavallina: +21,42
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Alto Sebino: +21,07
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Valle di Scalve: +21,01
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Alta Valle Seriana: +16,82
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Comprensorio della Presolana: +14,27
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Bassa-media Val Seriana: +13,89
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Val Brembana: +7,01
Secondo Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem, questo dato va letto al netto del saldo naturale, la differenza tra nati e deceduti, che resta negativo, anche se la capacità attrattiva di queste aree dimostra la solidità delle istituzioni locali come le Comunità montane.
Il peso della natalità: un freno alla crescita
A frenare l’ottimismo è il persistente calo delle nascite, che continua a influire negativamente sul bilancio demografico. Secondo gli ultimi dati Istat, la Val Brembana ha perso il 3,1% della popolazione tra il 2020 e il 2025, seguita dalla Val di Scalve (-2,9%) e dalla Val Seriana (-2%).
In netta controtendenza si conferma la Valle Imagna, con un +1,1% nello stesso periodo. Allargando lo sguardo al decennio 2015–2025, la tendenza resta simile: la Valle Imagna cresce del +0,6%, mentre si segnala una perdita significativa per la Val Brembana (-6,5%) e la Val di Scalve (-6,2%).
Roncola e Piazzolo: i simboli della rinascita
Alcuni comuni delle Terre Alte della Bergamasca sono diventati esempi virtuosi del fenomeno della “fuga dalla città”. Spicca in particolare Roncola, che in dieci anni ha fatto registrare un aumento del 22,3% dei residenti, seguita da Piazzolo, con un +4,8%. Due piccoli centri che attirano chi sceglie di cambiare vita, lontano dal caos urbano, in cerca di qualità della vita e contatto con la natura.
Le Comunità montane presidio del territorio
Per affrontare le sfide dello spopolamento e della denatalità, le Comunità montane si confermano strumenti fondamentali di coesione. Bussone ribadisce che i campanilismi non si superano con le fusioni comunali ma con la collaborazione tra enti, valorizzando l’identità dei singoli borghi per creare sinergie reali.
La montagna può ancora attrarre
I dati mostrano chiaramente una montagna che non si arrende. Le valli bergamasche, pur tra luci e ombre, riescono ancora ad attrarre nuovi residenti. Il saldo migratorio positivo è il segno di un’inversione di tendenza, possibile solo grazie a politiche territoriali mirate, servizi adeguati e una crescente voglia di ritorno alle radici.
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