Auto sempre più longeve a Bergamo: tra rincari e trasporti carenti, cala il ricambio

L’età media dei veicoli supera i 12 anni, complice il potere d’acquisto in calo e servizi pubblici insufficienti

auto

Secondo un’indagine di Facile.it, a maggio 2025 le vetture sulle strade della provincia bergamasca hanno in media 12 anni, un dato in crescita del 2,2% rispetto al 2024. Un segnale che riflette una tendenza nazionale, ma che nel contesto locale assume contorni ancor più marcati a causa dell’aumento del costo della vita, degli stipendi stagnanti e della difficoltà di accesso al trasporto pubblico.

Lombardia in difficoltà: Bergamo tra le province con auto meno recenti

Il fenomeno non è isolato. In Lombardia, il primato delle auto più datate spetta a Sondrio (13 anni e 5 mesi), seguita da Mantova e Cremona. Bergamo si colloca in una posizione intermedia, con una media di 12 anni, superata solo da Milano (11 anni e 1 mese), che resta l’area regionale con il parco auto più recente. Nel frattempo, oltre 5.200 veicoli diesel Euro 5 a Bergamo rischiano di essere penalizzati da possibili restrizioni alla circolazione, anche se misure definitive sono state rimandate.

Crisi del potere d’acquisto: le famiglie rinunciano al cambio auto

Il calo nella sostituzione delle auto non dipende solo dal mercato, ma da una congiuntura economica che mette in difficoltà numerose famiglie. A influire è una combinazione di inflazione, caro energia e redditi insufficienti, che costringe molti cittadini a rinviare l’acquisto di un’auto nuova o usata di recente immatricolazione.

Secondo i dati diffusi da Intrum, leader europeo nella gestione del credito, solo il 25% dei consumatori riesce a risparmiare a fine mese, mentre un altro quarto è costretto a ricorrere al credito per far fronte alle spese quotidiane. Il restante 50% si limita a “pareggiare” entrate e uscite. Il problema non è tanto la disoccupazione – oggi ai minimi storici – quanto il crollo del potere d’acquisto, dovuto ai rincari generalizzati e al peso crescente delle spese fisse.

A Bergamo inflazione all’1,8% e +544 euro di spesa in un anno

Un’analisi dell’Unione nazionale consumatori ha evidenziato che nel solo mese di maggio, le famiglie bergamasche hanno speso in media 544 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2024, complice un’inflazione all’1,8%. Un dato che colloca il capoluogo orobico tra i più colpiti a livello regionale.

Auto indispensabile, ma troppo costosa da sostituire

Secondo Valerio Bettoni, presidente dell’ACI di Bergamo, uno degli ostacoli principali è la mancanza di alternative valide all’auto privata, specialmente per chi vive nei centri minori, nelle valli o nella Bassa. I trasporti pubblici, spesso con corse limitate e orari poco compatibili con le esigenze lavorative, non riescono a coprire il fabbisogno di mobilità della popolazione.

“La realtà – spiega Bettoni – è che chi lavora è spesso obbligato a spostarsi con il proprio mezzo, con costi che comprendono carburante, parcheggio e manutenzione. E questo spiega perché in tanti, pur volendo, non possono permettersi l’acquisto di una vettura nuova, nemmeno ricorrendo al mercato dell’usato recente.”

Serve un piano moderno per la mobilità

L’ACI di Bergamo, anche tramite il lavoro della Commissione Mobilità presieduta dall’architetto Felice Sonzogni, ha più volte sollecitato una ristrutturazione dei trasporti pubblici, per renderli adeguati alle nuove esigenze sociali e lavorative. Fino ad allora, l’auto rimarrà per molti un bene necessario, ma sempre più difficile da rinnovare.

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