Giustizia per Riccardo Claris, uno striscione riaccende l’attenzione sul caso

Durante la festa di Borgo Santa Caterina, la famiglia del giovane ultrà atalantino torna a chiedere chiarezza sull’omicidio del 4 maggio: «Nessuna verità è emersa finora»

La famiglia di Riccardo Claris, il 26enne ultrà dell’Atalanta ucciso nella notte tra il 3 e il 4 maggio scorso, ha esposto un nuovo striscione per chiedere giustizia, a oltre tre mesi dal delitto. Lo striscione, che recita “Giustizia per Riccardo Claris”, è stato affisso alla finestra della casa in cui il giovane viveva con la madre, nel cuore di Borgo Santa Caterina, in concomitanza con i festeggiamenti per l’Apparizione, una delle ricorrenze più sentite nel quartiere.

Un’iniziativa simbolica ma fortemente significativa, condivisa anche sui social dalla sorella Barbara Claris, da mesi impegnata a mantenere viva l’attenzione su quanto accaduto. Sotto la foto dello striscione, pubblicata su Instagram, si legge: «Nessuna bugia può seppellire la verità. Auguri a rimuoverlo», un chiaro riferimento ai precedenti striscioni che erano stati rimossi, compreso quello affisso davanti alla casa dell’imputato Jacopo De Simone e un altro esposto a Roma, di fronte al Ministero della Giustizia.

L’omicidio di Riccardo Claris è avvenuto in via dei Ghirardelli, dopo un confronto tra due gruppi di tifosi – uno di sostenitori atalantini, l’altro composto da simpatizzanti interisti. Il diverbio sarebbe nato all’interno del Reef Café, per poi degenerare in strada. Secondo quanto ricostruito, il gruppo guidato da De Simone si sarebbe diretto verso casa, seguito da quello di Claris. De Simone, 19 anni, sarebbe quindi salito nell’appartamento per poi scendere armato di coltello, con cui avrebbe sferrato il colpo mortale.

De Simone si trova attualmente in carcere con l’accusa di omicidio, ma la famiglia Claris denuncia la mancanza di informazioni chiare e dettagliate su quanto accaduto in quei minuti cruciali. «A oggi né la procura né i carabinieri ci hanno spiegato cosa è successo tra il momento in cui il gruppo è salito in casa e quello in cui Riccardo è stato colpito», ha dichiarato la famiglia, sottolineando come le ricostruzioni ufficiali non siano ancora complete.

Un ulteriore elemento di incertezza riguarda la dinamica dell’accoltellamento. L’autopsia ha infatti evidenziato una traiettoria trasversale del colpo che solleva dubbi sulla possibilità che l’aggressione sia avvenuta alle spalle, contraddicendo una delle prime ipotesi investigative. Inoltre, risulta che De Simone non fosse solo al momento dell’episodio, ma al momento nessuna ulteriore responsabilità è stata formalmente attribuita ad altri.

La famiglia Claris, nel silenzio delle istituzioni, continua a chiedere risposte concrete e non si arrende. La sorella, in particolare, è diventata il volto della battaglia per tenere viva la memoria di Riccardo e per ottenere giustizia. Una richiesta che si rinnova, ad ogni striscione affisso, ad ogni adesivo incollato, ad ogni post condiviso.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

elicottero
Grave incidente in via Vittorio Veneto, nella zona di Bessimo Inferiore. Il giovane è caduto...
Un'auto non si ferma al controllo in via Frizzoni e attraversa il centro ad alta...
busta paga
La Squadra Mobile ha fermato due ventenni residenti a Milano dopo alcuni movimenti sospetti davanti...
La manifestazione del sindacalismo di base ha attraversato la città venerdì 30 ottobre, da Porta...
Il Tribunale accoglie la richiesta del Questore nei confronti di un uomo con precedenti soprattutto...
anziano soldi pensione
Un 42enne residente a Trescore Balneario, già arrestato a luglio, è accusato di altri due...

Altre notizie