Una nuova casa per chi attraversa il dolore della separazione aprirà le porte a San Paolo d’Argon. Si chiama “Fraternità di Accoglienza La Casa”, ed è una struttura di ospitalità temporanea per mamme o papà separati o in grave crisi coniugale, pensata per offrire un alloggio dignitoso, un percorso di accompagnamento spirituale e relazionale e un contesto di vita comunitaria.
Una risposta concreta a un bisogno reale
Ospitata in un immobile ristrutturato della Diocesi di Bergamo, la casa sarà gestita dall’associazione “Fraternità di Accoglienza La Casa Odv”, naturale continuazione del cammino iniziato nel 1997 con il gruppo diocesano “La Casa”, nato per accompagnare persone separate, divorziate o in nuova unione. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno della Cei, di Fondazione Cariplo e di donazioni private.
L’inaugurazione è prevista per sabato 7 settembre, alla presenza del Vescovo Francesco Beschi.
Spazi personali e vita comune
Ogni ospite disporrà di una stanza con bagno privato al piano superiore, mentre al piano terra saranno presenti gli spazi comuni, pensati per favorire la condivisione quotidiana. Non mancheranno aree dedicate anche ai figli, e la casa sarà circondata da un orto, un frutteto e un giardino, da curare insieme come parte del percorso di riscoperta e ricostruzione.
Una fraternità che accoglie e cammina insieme
Cuore del progetto è la piccola comunità residente, composta da persone che già da anni vivono l’esperienza del gruppo “La Casa”. Saranno loro a offrire accoglienza, ascolto e accompagnamento ai nuovi ospiti, in uno spirito di fraternità concreta. Le richieste di accoglienza saranno valutate per verificare la compatibilità con il percorso previsto e, in collaborazione con consultori, Caritas, servizi sociali e altre realtà, sarà possibile attivare percorsi personalizzati di rinascita.
Un segno concreto di una Chiesa che accompagna
«Questa iniziativa – spiega monsignor Eugenio Zanetti, referente del progetto a L’Eco di Bergamo – è il frutto di un cammino che ha coinvolto migliaia di persone in questi anni. Il matrimonio è un dono, ma quando si rompe lascia ferite profonde. Questa casa è il segno che la Chiesa non abbandona chi vive la crisi familiare, ma resta vicina, concreta, presente».
Anche don Giorgio Antonioli, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia, sottolinea l’importanza del progetto nel contesto della ricorrenza del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia: «È un’occasione per riaffermare quanto sia fondamentale la cura per le persone ferite nelle loro relazioni, offrendo loro non solo parole, ma gesti concreti di speranza».
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