Bergamo – Meno giornate, meno spazi e regole più stringenti per gli hobbisti e gli artigiani che partecipano ai tradizionali mercatini in Città Alta. Dal 2024, l’amministrazione comunale ha introdotto una stretta sul numero massimo di eventi, limitandoli a 9 all’anno e escludendo i mesi di aprile, agosto e dicembre. Tra le aree non più disponibili, spicca piazza Cittadella, una delle location più emblematiche del centro storico.
Le nuove restrizioni e la reazione delle opposizioni
A sollevare il caso è stata la consigliera comunale di Forza Italia, Giulia Ceci, che ha presentato un’interrogazione formale a Palafrizzoni, sede del Comune, per chiedere spiegazioni sulla nuova regolamentazione. «Piazza Cittadella non è più tra gli spazi concessi, e gli espositori sono stati concentrati in aree più ristrette come il passaggio Torre di Adalberto, con una conseguente riduzione delle postazioni disponibili», sottolinea Ceci.
Le nuove limitazioni, comunicate direttamente alle associazioni di categoria, secondo il Comune rispondono a criteri di razionalizzazione dell’uso del suolo pubblico e alla necessità di mantenere margini organizzativi per eventi di maggiore rilevanza cittadina. Tuttavia, secondo la consigliera, queste decisioni minano la sostenibilità economica delle realtà coinvolte, molte delle quali operano senza scopo di lucro.
Il nodo normativo: artigiani vs hobbisti
Uno dei punti più controversi riguarda la definizione normativa degli hobbisti, figure che operano saltuariamente e al di fuori delle logiche commerciali tradizionali. A differenza degli artigiani, considerati operatori economici a tutti gli effetti, gli hobbisti non sono regolati da una normativa univoca, e la legge regionale del 2017 affida ai Comuni il compito di vigilare sulla loro attività.
Secondo il vicesindaco e assessore al Commercio Sergio Gandi, la riduzione delle giornate è stata una scelta necessaria per evitare il rischio di abusivismo commerciale su area pubblica. «L’intento – chiarisce – è quello di bilanciare la libera iniziativa degli hobbisti con la tutela dell’artigianato locale e del commercio fisso».
Aree sensibili e nessun dietrofront
La misura riguarda in particolare le cosiddette “aree sensibili” della città, come Città Alta e il Centro Piacentiniano, dove l’equilibrio tra flussi turistici, tutela del patrimonio e attività commerciali è particolarmente delicato. La riduzione a nove giornate all’anno si applica solo in queste zone, lasciando margine a eventuali eventi in altre parti della città.
«Non è prevista, al momento, una revisione delle limitazioni introdotte», ha precisato Gandi, difendendo la coerenza della decisione con le linee programmatiche dell’amministrazione. La volontà del Comune resta quella di garantire trasparenza e regole chiare, impedendo che eventi apparentemente amatoriali diventino terreno fertile per attività non autorizzate.
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