Nuova giornata di sciopero per il trasporto pubblico locale nella Bergamasca. Sabato 21 ottobre 2025, i mezzi Arriva Italia si fermeranno per quattro ore, dalle 17 alle 21, a causa di una mobilitazione indetta da cinque sigle sindacali: Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferrotranvieri.
La protesta, che coinvolgerà l’intera rete provinciale dell’operatore, fa seguito a un mese di agitazione sindacale senza esito, durante il quale l’azienda avrebbe rigettato ogni proposta di mediazione avanzata dai rappresentanti dei lavoratori.
I motivi dello sciopero
Tre i temi centrali della vertenza sindacale:
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Contratto integrativo aziendale fermo dal 2017
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Equilibrio vita-lavoro compromesso da turni eccessivi
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Peggioramento della qualità del servizio offerto all’utenza
Il contratto di secondo livello, secondo i sindacati, è ormai superato dagli eventi: “È stato siglato in un altro mondo – affermano – prima della pandemia, dell’impennata dell’inflazione e della crisi economica”. Le sigle chiedono una revisione economica e normativa per tutelare salari e diritti minimi degli autisti.
Un punto particolarmente critico riguarda i carichi di lavoro giornalieri. «È inaccettabile che nel 2025 alcuni lavoratori siano impegnati fino a 14 ore, mentre la giornata lavorativa effettiva è riconosciuta come di 6 ore e mezza», denunciano i sindacati. Secondo quanto riportato, sempre più autisti scelgono di abbandonare Arriva per cercare condizioni migliori presso altre aziende del settore.
Subappalti e qualità del servizio
Nel mirino dei lavoratori anche il ricorso esteso al subappalto. Secondo le sigle, Arriva starebbe delegando porzioni del servizio a ditte esterne, aggravando la frammentazione del sistema e peggiorando la qualità per gli utenti. «Nonostante sia consapevole di essere poco attrattiva come datore di lavoro, Arriva ha scelto la strada dei subappalti, senza nemmeno fornire l’elenco completo delle aziende coinvolte», dichiarano.
Una scelta che, secondo i sindacati, la pone in controtendenza rispetto ad altri operatori lombardi, i quali, al contrario, hanno investito nel miglioramento delle condizioni contrattuali e del servizio offerto.
L’appello alle istituzioni
Con l’avvicinarsi delle gare d’appalto previste nel 2026 per l’assegnazione dei servizi TPL, i sindacati si rivolgono all’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale e agli enti pubblici, chiedendo attenzione: «È giusto che le aziende che investono nel servizio vengano penalizzate da chi mira solo a ottenere utili, senza curarsi del servizio pubblico?».
La protesta potrebbe non esaurirsi con la giornata del 21 ottobre. «Se non ci sarà un cambio di rotta immediato, ci aspetta una lunga stagione di tensioni sindacali, con pesanti ricadute sulla continuità del servizio, a discapito di migliaia di cittadini bergamaschi», concludono i rappresentanti dei lavoratori.
Arriva Italia, operativa in diverse province lombarde e recentemente acquisita dal fondo americano I Squared, non ha rilasciato commenti ufficiali in merito allo sciopero.
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