Quattro versioni diverse per spiegare una sola morte. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta sulla fine di Hassan Matried, il 43enne trovato senza vita il 5 gennaio in Val Taleggio, e che ha portato all’arresto di Nouri Hedhili, 53 anni, muratore incensurato residente a Verdellino, con cui la vittima collaborava saltuariamente.
Il Tribunale di Bergamo ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, basandosi soprattutto su un susseguirsi di racconti contraddittori, definiti dal gip Michele Ravelli “plurimi, antitetici e palesemente inverosimili”. Un mosaico di versioni che, invece di chiarire, ha finito per aggravare la posizione dell’indagato.
Inizialmente Hedhili ha dichiarato di non sapere nulla della morte. Sentito come persona informata sui fatti, ha raccontato di aver incontrato Matried il 4 gennaio, portandolo a Verdellino per aiutarlo nello sgombero di rifiuti ingombranti. Dopo avergli consegnato 50 euro, avrebbe detto di averlo salutato in tarda mattinata, senza più rivederlo. Una ricostruzione che, però, non regge ai primi riscontri investigativi.
I tabulati telefonici mostrano infatti che l’unica persona in contatto con Matried per ore è proprio Hedhili, e che il telefono della vittima risulta attivo e localizzato a Verdellino ben oltre l’orario indicato dall’indagato. Da qui, il primo cambio di versione.
Come ricorda Bergamonews, messo di fronte ai dati che collocano il suo furgone in Val Taleggio, Hedhili sostiene di essersi recato in valle per portare del cibo a una famiglia africana, sia nel pomeriggio del 4 gennaio sia all’alba del giorno successivo. Anche questo racconto appare fragile e poco coerente, soprattutto per le deviazioni e le soste non giustificate.
La terza versione arriva poco dopo, con dichiarazioni spontanee. L’uomo parla di una morte avvenuta in un parcheggio di via Santuario dell’Olmo, a Verdellino. Secondo questa ricostruzione, Matried sarebbe salito sul tetto del furgone, sarebbe caduto e sarebbe morto sul colpo. Preso dal panico, Hedhili avrebbe caricato il corpo e lo avrebbe abbandonato lungo la strada verso Sottochiesa, in Val Taleggio. Ma le telecamere comunali smentiscono anche questo scenario, mostrando i due uomini allontanarsi insieme dal parcheggio, diretti verso il centro del paese e poi verso l’abitazione dell’indagato.
L’ultima versione, fornita durante la perquisizione domiciliare, colloca invece la morte all’interno della casa di Verdellino. Qui Matried sarebbe caduto dal tetto mentre svolgeva lavori di manutenzione. Anche in questo caso, Hedhili afferma di aver caricato il corpo sul furgone per portarlo in ospedale, decidendo poi di disfarsene dopo aver capito che l’uomo era morto. Una ricostruzione definita dal gip “estremamente inverosimile”, anche se non del tutto esclusa sul piano medico.
L’autopsia, infatti, non ha sciolto il nodo centrale. Le fratture e le lesioni riscontrate tra capo, fianco e schiena, secondo il primario di Medicina legale del Papa Giovanni XXIII, Matteo Marchesi, potrebbero essere compatibili anche con una caduta accidentale. Proprio per questo l’abitazione di Verdellino è stata posta sotto sequestro e nuovamente ispezionata dai carabinieri del Nucleo investigativo, con l’ausilio di droni e luminol. All’interno della casa sono state trovate piccole tracce di sangue, non nel cortile dove la caduta sarebbe avvenuta.
Per il gip, però, non è solo la causa della morte a pesare, ma soprattutto il comportamento successivo. Hedhili avrebbe messo in atto condotte di occultamento, dal trasporto e abbandono del cadavere fino alla sparizione del cellulare della vittima, gettato in un tombino e recuperato solo grazie alle sue indicazioni. Elementi che configurano un concreto pericolo di inquinamento probatorio, oltre al rischio di fuga e di reiterazione del reato.
Nell’ordinanza, il giudice parla di un uomo “maldestro e incapace di autocontrollo”, il cui comportamento appare incompatibile con una semplice fatalità. Gli avvocati difensori Simone Inno e Gianluca Paris stanno ora valutando se chiedere una nuova audizione o una misura cautelare meno afflittiva, mentre il giallo sulla morte di Hassan Matried resta, almeno per ora, irrisolto.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.