Con una media di 12 truffe al giorno, il fenomeno dei raggiri – telefonici, informatici o porta a porta – continua a rappresentare una piaga per la provincia di Bergamo. Nel 2025 si stimano oltre 4.500 episodi denunciati, con un aumento del 52,6% rispetto al 2019. A preoccupare non è solo la costanza con cui questi reati vengono commessi, ma anche la precisione con cui vengono preparati, spesso con un’identificazione accurata delle vittime.
Le statistiche parlano chiaro: dopo un’impennata già registrata nel 2020 (anno della pandemia, con 3.460 denunce), il numero di truffe non è più calato in modo significativo. Nel 2023 si era arrivati a sfiorare le 5.000 denunce, mentre nel 2024 si è registrata una lieve flessione, con 4.365 casi segnalati, pari a un calo del 12,5%. Ma il dato previsionale per il 2025 indica una nuova risalita, in un trend che appare ormai strutturale.
Come riporta L’Eco di Bergamo, il raggiro inizia spesso al telefono, dove i truffatori sondano la disponibilità e la vulnerabilità della potenziale vittima, che viene poi contattata di persona, spesso al citofono. L’identikit più ricorrente è quello di un anziano o un’anziana che vive da sola, in un grande condominio, con numero fisso e familiari lontani. La vittima ideale è isolata e impreparata a riconoscere l’inganno.
La fase operativa del crimine viene affidata a “pendolari del raggiro”: i truffatori, spesso professionisti del settore, arrivano a Bergamo da altre province o regioni, preparando con attenzione il colpo finale. Quando si presentano di persona, conoscono già molti dettagli della vita della vittima – dai nomi dei figli al suo passato lavorativo – dettagli recuperati durante i contatti iniziali.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, molti malviventi si sono reinventati truffatori durante il lockdown, approfittando del fatto che le abitazioni non erano più lasciate incustodite per lunghi periodi. Con l’impossibilità di commettere furti tradizionali, è aumentato l’uso di strumenti digitali e strategie di ingegneria sociale, creando una nuova generazione di truffe “ibride”, che partono online o via telefono e si concludono di persona.
Ma non tutte le vittime denunciano. In molti casi, soprattutto tra gli anziani, la vergogna per essere stati raggirati porta a non parlarne nemmeno ai familiari, generando un numero oscuro di episodi non conteggiati nelle statistiche ufficiali. Questo aspetto rende il fenomeno ancora più complesso da affrontare.
Lunedì 19 gennaio è prevista una rassegna speciale sulle testate locali con casi emblematici e consigli utili per prevenire le truffe. Le forze dell’ordine, nel frattempo, invitano alla massima attenzione e raccomandano di segnalare immediatamente qualsiasi comportamento sospetto, soprattutto se si è stati contattati da sconosciuti che chiedono denaro o informazioni personali.
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