Lo sfalcio differenziato: il Comune di Bergamo per la biodiversità e la salute del suolo

L'assessorato al Verde di Palazzo Frizzoni espande lo sfalcio differenziato per favorire la biodiversità e migliorare gli ecosistemi urbani

Un impegno concreto per l’ambiente: lo sfalcio differenziato

Nel 2026, la città di Bergamo prosegue il suo impegno per la tutela dell’ambiente, ampliando le superfici destinate allo sfalcio differenziato, una pratica ecologica che si sta rivelando fondamentale per la salvaguardia della biodiversità. Le aree gestite con tagli ridotti e selettivi raggiungono ora i 216.809 metri quadrati, coprendo ben 65 zone della città. Questo segna un incremento di 13 nuove zone rispetto all’anno precedente, il 2025. L’adozione di tale pratica consente di rispettare i cicli vitali della flora e della fauna locali, promuovendo un’ecologia urbana più equilibrata e resiliente.

Collaborazione con istituzioni locali e monitoraggio scientifico

La Amministrazione Comunale di Bergamo, sotto la guida dell’assessora al Verde, Oriana Ruzzini, continua il monitoraggio scientifico per garantire che le pratiche ecologiche adottate siano efficaci. In collaborazione con il Museo di Scienze Naturali “Enrico Caffi”, l’Orto Botanico “Lorenzo Rota” e l’associazione FAB (Flora Alpina Bergamasca), vengono raccolti dati sullo stato di salute delle aree verdi cittadine. Il lavoro di monitoraggio include la divulgazione scientifica dei benefici derivanti dallo sfalcio differenziato e dalle pratiche ecologiche. Tra gli obiettivi a lungo termine vi sono il miglioramento della qualità del suolo, l’aumento della ricchezza specifica e una maggiore resilienza ecologica.

Risultati tangibili e vantaggi per l’ecosistema urbano

I benefici di queste azioni sono visibili anche in termini pratici. Sono state identificate ben 355 specie di flora, che rappresentano circa il 35,6% delle 997 specie complessivamente rilevate nel territorio comunale. Questi numeri evidenziano l’importanza dello sfalcio differenziato nella promozione della biodiversità urbana. Tra i dati più significativi emersi dal monitoraggio, si segnala la presenza consistente di api selvatiche, che svolgono un ruolo chiave nell’impollinazione, e l’assenza di zecche e una riduzione notevole della presenza di zanzare.

Il contributo delle trappole a caduta per il monitoraggio continuo

Nel corso dell’anno, il Museo di Scienze Naturali di Bergamo effettuerà ulteriori attività di monitoraggio attraverso l’utilizzo di trappole a caduta, uno strumento utile per raccogliere ulteriori dati sulle specie presenti nelle aree verdi. Questo monitoraggio continuo contribuirà a valutare l’efficacia delle pratiche ecologiche adottate, garantendo che gli interventi siano sempre più mirati e scientificamente fondati.

Redazione

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