Un carabiniere di 26 anni, in servizio da circa un mese e mezzo al Nucleo Radiomobile di Clusone, è ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato trovato privo di sensi all’interno della caserma. L’episodio si è verificato sabato 13 giugno, poco prima dell’inizio del turno pomeridiano.
Il giovane, originario di Salerno e recentemente trasferito dalla stazione di Gandino, è stato rinvenuto dai colleghi nel garage della struttura intorno alle 12.30. Non è chiaro da quanto tempo si trovasse incosciente, ma l’intervento immediato dei militari presenti ha permesso di avviare le prime manovre di emergenza.
I colleghi, formati alle procedure di primo soccorso, hanno praticato il massaggio cardiaco e utilizzato il defibrillatore in dotazione alla caserma, riuscendo a mantenere le funzioni vitali fino all’arrivo dei soccorsi sanitari. Le operazioni sono state coordinate dal comandante della Compagnia di Clusone, il capitano Maurizio Guadalupi.
Nel frattempo, l’elisoccorso è atterrato nel campo sportivo situato di fronte alla caserma per il trasporto urgente del militare verso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Una volta giunto in ospedale, il 26enne è stato immediatamente trasferito in Terapia intensiva e collegato all’Ecmo, il sistema di ossigenazione extracorporea che supporta le funzioni di cuore e polmoni nei casi più gravi. Le sue condizioni sono state definite critiche e la prognosi resta riservata.
Il giovane vive in Val Seriana con la compagna e, secondo quanto riferito, aveva da poco iniziato il servizio operativo nel reparto del Radiomobile.
In ospedale sono stati informati i familiari, che hanno raggiunto Bergamo nelle ore successive per stare accanto al figlio. Anche gli ufficiali della Compagnia di Clusone e Bergamo hanno fatto visita al militare, esprimendo vicinanza alla famiglia e sottolineando l’importanza della tempestività dell’intervento sul posto.
Le autorità e il comando dell’Arma hanno evidenziato come la rapidità delle manovre di rianimazione eseguite dai colleghi sia stata determinante per garantire al giovane una possibilità di trattamento avanzato in ospedale. Il caso resta ora seguito dai medici del nosocomio bergamasco, mentre la comunità locale e l’Arma si stringono attorno al militare e ai suoi familiari.
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