Gorle, libri di testo bruciati dopo gli esami: scuola e Comune condannano il gesto
Sottotitolo: I roghi sono stati scoperti nel quartiere Baio e nell’area del fiume. Indaga la polizia locale. Il dirigente scolastico: «Non è una bravata, ma un atto inaccettabile».
Un gesto che ha suscitato forte indignazione a Gorle. Nella notte del 20 giugno un gruppo di ragazzi ha dato alle fiamme alcuni libri di testo, lasciando i resti dei roghi nel parco del quartiere Baio e nell’area del fiume. Tra i presunti protagonisti ci sarebbero anche studenti che hanno appena concluso gli esami di terza media.
Sull’episodio sono in corso gli accertamenti della Polizia Locale, mentre l’Istituto comprensivo “Margherita Hack” e l’Amministrazione comunale hanno espresso una ferma condanna, sottolineando la gravità dell’accaduto.
A intervenire è stato il dirigente scolastico Dario Conte, che attraverso una comunicazione inviata sul registro elettronico a famiglie e personale ha definito l’episodio «un gesto inaccettabile che ferisce i valori democratici della nostra comunità ».
«Non si è trattato di un goliardico festeggiamento», ha precisato il dirigente, ricordando il valore simbolico e culturale dei libri come strumenti fondamentali per la crescita del pensiero critico e della libertà individuale. Secondo Conte, i roghi di libri richiamano inevitabilmente alcune delle pagine più drammatiche della storia del Novecento, motivo per cui non possono essere minimizzati.
Il messaggio della scuola è stato rilanciato anche attraverso i canali ufficiali del Comune di Gorle. L’appello è rivolto a famiglie, studenti e comunità , affinché episodi di questo tipo non si ripetano e venga riaffermato il valore della cultura nella formazione delle nuove generazioni.
Anche il sindaco Giovanni Testa ha espresso piena condivisione della posizione assunta dall’istituto scolastico. «Il fatto è grave e riguarda non solo la scuola, ma l’intera comunità civile», ha dichiarato il primo cittadino, ribadendo la necessità di rafforzare la collaborazione tra famiglie, scuola e territorio.
Nel frattempo proseguono le verifiche per identificare gli autori del gesto. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di una decina di ragazzi, non tutti appartenenti allo stesso istituto scolastico. Alcuni contenuti relativi ai roghi sarebbero stati ripresi e condivisi sui social network dagli stessi partecipanti, elemento che potrebbe contribuire alle indagini.
Per il dirigente Conte è fondamentale affrontare subito situazioni di questo tipo anche sul piano educativo. «È meglio intervenire con una lezione sulle piccole cose prima che diventino grandi», ha spiegato, evidenziando come sia importante fermare sul nascere comportamenti che potrebbero evolvere in episodi ancora più gravi.
La vicenda riporta così al centro il tema della responsabilità educativa condivisa, con scuola, famiglie e istituzioni chiamate a collaborare per promuovere il rispetto dei valori civili e della cultura.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.