PFAS nell’acqua potabile: Uniacque rafforza controlli e strategie

Dal 13 luglio 2026 entrano in vigore i nuovi parametri sui PFAS nelle acque destinate al consumo umano: Uniacque avvia monitoraggi, valutazioni tecniche e possibili interventi infrastrutturali sul territorio della provincia di Bergamo

I PFAS dopo l’introduzione dei limiti nazionali

Dal 13 luglio 2026 sono entrati in vigore i nuovi limiti nazionali riguardanti la presenza di PFAS nelle acque destinate al consumo umano. Il nuovo quadro normativo richiede ai gestori del servizio idrico un’intensificazione delle attività di monitoraggio degli impianti di approvvigionamento, l’adozione di eventuali correttivi nella gestione dei sistemi e, dove necessario, la progettazione di nuove infrastrutture capaci di garantire il rispetto dei valori stabiliti.

Cosa sono i PFAS e perché vengono monitorati

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono una famiglia di composti chimici artificiali utilizzati per molti anni in diversi settori industriali grazie alla loro capacità di resistere al calore, all’acqua e ai grassi. Sono stati impiegati, tra l’altro, nella produzione di materiali impermeabili, rivestimenti antiaderenti, tessuti tecnici, imballaggi alimentari e prodotti industriali.

La loro particolare stabilità chimica li rende difficili da degradare nell’ambiente: per questo motivo vengono spesso definiti “sostanze chimiche persistenti” e possono accumularsi nel tempo nelle acque, nei terreni e negli organismi viventi.

Uniacque prepara soluzioni tecniche nelle aree più esposte

In relazione alla rapida evoluzione della normativa e alla necessità di sviluppare nuovi metodi analitici di controllo, Uniacque sta predisponendo un percorso di verifica e intervento. Nel caso in cui emerga il rischio di superamento del nuovo parametro introdotto, la società avvierà la progettazione e la realizzazione delle soluzioni più efficaci nelle diverse zone del territorio provinciale.

Pozzi industriali più vulnerabili, sorgenti principali senza criticità

Secondo le valutazioni effettuate, i punti di approvvigionamento rappresentati dai pozzi situati in aree caratterizzate da una forte presenza industriale risultano maggiormente vulnerabili rispetto alla possibile presenza di PFAS.

Le principali fonti idriche della provincia di Bergamo, invece, costituite dalle sorgenti di Nossana, Algua, Costone e Rio Re, non evidenziano elementi di vulnerabilità.

Collaborazione con Comuni e ATS Bergamo

Come avviene per tutti gli aspetti legati alla qualità dell’acqua distribuita, Uniacque sta lavorando insieme alle amministrazioni comunali e ad ATS Bergamo per definire le modalità operative necessarie a garantire il rispetto dei nuovi obblighi normativi.

Considerato che i nuovi valori di parametro sono applicabili dal 13 luglio 2026, al momento non risultano accertate situazioni di non conformità. La società sta comunque impiegando tutte le risorse disponibili per prevenire eventuali problematiche future.

Servizio sostitutivo garantito in caso di non conformità

Nel caso in cui, nonostante le attività preventive messe in campo, dovessero verificarsi episodi di non conformità, anche in relazione alle condizioni del regime idrologico del periodo, Uniacque assicurerà ai cittadini un servizio sostitutivo destinato al consumo alimentare.

Gli utenti saranno tempestivamente informati e il servizio resterà attivo per il tempo necessario alla gestione dell’emergenza.

Il ruolo di Uniacque nella gestione del servizio idrico

Uniacque Spa è una società totalmente pubblica costituita il 20 marzo 2006 con l’obiettivo di gestire in house il servizio idrico integrato sul territorio della provincia di Bergamo.

Il modello organizzativo adottato prevede che gli enti pubblici soci esercitino sulla società un controllo analogo a quello svolto sui propri servizi e che Uniacque realizzi la parte più importante delle proprie attività con gli enti che la controllano, nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione.

La società conta 429 dipendenti e garantisce il servizio a 214 comuni per l’acquedotto, 215 comuni per la depurazione e 213 comuni per la fognatura, raggiungendo complessivamente circa 1 milione di abitanti.

Certificazioni e qualità dei servizi garantiti

Uniacque ha adottato un sistema di gestione integrato dedicato alla qualità, all’ambiente, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alla sicurezza delle informazioni e alla privacy, oltre che all’asset management.

Il sistema è conforme agli standard internazionali ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001, ISO/IEC 27001, ISO/IEC 27701 e ISO 55001.

Il Laboratorio analisi di Uniacque è inoltre accreditato da Accredia e opera secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, garantendo procedure analitiche conformi agli standard previsti.

Redazione

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