Femminicidio di Valentina Sarto, respinta la richiesta di rito abbreviato

Il processo a carico di Vincenzo Dongellini si aprirà il 15 settembre davanti alla Corte d'Assise. Il giudice ha dichiarato inammissibile la richiesta della difesa.

Proseguirà con il rito ordinario il procedimento per il femminicidio di Valentina Sarto, la donna di 41 anni uccisa nella notte tra il 17 e il 18 marzo nella sua abitazione di via Pescaria, a Bergamo. Il giudice per le indagini preliminari Laura Garufi ha respinto la richiesta di rito abbreviato presentata dalla difesa di Vincenzo Dongellini, marito della vittima e imputato per l’omicidio.

L’istanza era stata subordinata allo svolgimento di una perizia psichiatrica, ma il giudice ne ha dichiarato l’inammissibilità. Il processo inizierà quindi il prossimo 15 settembre davanti alla Corte d’Assise, dove verranno esaminate le prove raccolte nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Bergamo.

Secondo quanto emerso in udienza, la difesa aveva inoltre sollevato una questione di legittimità costituzionale relativa alla disciplina del reato di femminicidio, sostenendo un possibile contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che nel caso concreto mancasse il requisito della rilevanza, evidenziando come, sia nell’ipotesi di femminicidio sia in quella di omicidio volontario aggravato, la pena massima prevista sia comunque l’ergastolo. Di conseguenza, la richiesta di giudizio abbreviato non è stata accolta.

Nel procedimento sono stati ammessi come parti civili i familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Marco Mirabile ed Elisa Montresor. Ha ottenuto l’ammissione anche l’associazione “Tina Lagostena Bassi”, impegnata nella tutela delle vittime di violenza di genere, assistita dall’avvocato Marcella Micheletti.

All’udienza erano presenti sia Vincenzo Dongellini sia i parenti di Valentina Sarto. All’esterno del tribunale, la madre della quarantunenne ha ricordato la figlia con parole di profondo dolore, affermando di attendersi una condanna all’ergastolo.

Secondo la ricostruzione formulata dalla Procura, Valentina Sarto sarebbe stata colpita con 19 coltellate mentre si trovava a letto a guardare la televisione. L’accusa sostiene che il delitto sia maturato nel contesto della volontà della donna di ricostruire la propria vita sentimentale, circostanza che avrebbe scatenato la reazione del marito.

Le indagini hanno inoltre delineato un quadro di presunti comportamenti vessatori e di controllo all’interno della relazione. Secondo gli inquirenti, la donna sarebbe stata sottoposta a un regime domestico caratterizzato da limitazioni della libertà personale, con episodi di controllo del telefono, insulti, minacce di morte e intimidazioni, comprese quelle legate alla possibilità di perdere il lavoro.

Sarà ora il dibattimento davanti alla Corte d’Assise a esaminare gli elementi raccolti durante l’inchiesta e ad accertare le responsabilità dell’imputato.

 

Redazione

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