Diesel, l’aumento dei carburanti annulla gli effetti degli sconti sulle accise

Il ribasso di 17 centesimi sul gasolio non modifica realmente i prezzi alla pompa, mentre i gestori denunciano difficoltà economiche e nuove tensioni sul mercato

Prezzi del diesel ancora sopra i due euro

Lo sconto di 17 centesimi sul prezzo del diesel, introdotto dal Governo attraverso il decreto che ha ripristinato il meccanismo delle accise mobili, è entrato in vigore per contenere il caro carburante. L’effetto della riduzione, però, ha riportato i prezzi soltanto ai livelli registrati circa dieci giorni prima, senza compensare completamente gli aumenti accumulati.

In Lombardia la quotazione media del gasolio è rimasta infatti superiore ai 2 euro al litro. Secondo i dati open data del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, martedì il prezzo medio del diesel self-service nella provincia di Bergamo era pari a 2,098 euro al litro, perché soltanto pochi distributori avevano già applicato le nuove tariffe.

La variazione più evidente è arrivata mercoledì, quando il prezzo medio regionale lombardo è sceso a 2,053 euro al litro, dopo l’applicazione più ampia dello sconto.

Riduzione temporanea contro una forte crescita dei prezzi

Il taglio rappresenta una breve pausa nella crescita dei prezzi, con una durata prevista fino al 6 agosto. Sempre secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tra il 18 e il 20 luglio il diesel in provincia di Bergamo aveva raggiunto una media di 2,085 euro al litro, una cifra molto vicina a quella attuale.

L’intervento del Governo ha quindi rallentato soltanto l’aumento registrato nell’ultima settimana. La crescita dei costi del carburante è stata particolarmente rapida: il 5 e 6 luglio, subito dopo la conclusione del precedente bonus sulle accise, il diesel era arrivato a 1,922 euro al litro.

Prima dell’avvio dell’azione militare di Stati Uniti e Israele in Iran, tra il 25 e il 27 febbraio, il prezzo medio del gasolio era invece di 1,718 euro al litro. Attualmente il diesel costa circa 35 centesimi in più rispetto all’inizio del conflitto e, considerando lo sconto applicato, l’aumento reale raggiunge almeno 50 centesimi.

Anche la benzina continua a registrare valori elevati, con prezzi vicini ai 2 euro al litro e circa 25 centesimi in più rispetto al periodo precedente al conflitto, senza beneficiare di agevolazioni specifiche.

Gestori penalizzati dalla gestione dello sconto

Il presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale della Figisc Confcommercio, Renato Mora, ha spiegato che l’effetto della misura resta limitato anche per la prospettiva di nuovi aumenti.

Secondo Mora, il decreto ha generato confusione tra gli operatori e non tutti gli impianti hanno aggiornato immediatamente i prezzi. Il decreto legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale alle 22,30 del 27 luglio e prevedeva l’applicazione dello sconto dal 30 luglio.

Successivamente è stato pubblicato un decreto ministeriale che ha esteso la copertura anche alle giornate del 28 e 29 luglio. Soltanto da mercoledì, quindi, il meccanismo è diventato operativo in modo uniforme presso le stazioni di servizio.

Perdite economiche per le stazioni di servizio

Secondo Renato Mora, il costo dello sconto ricade temporaneamente sui gestori degli impianti. Le scorte di diesel presenti nelle stazioni erano state acquistate quando l’accisa era ancora piena e ora vengono vendute applicando la riduzione prevista.

Nel decreto non è stata indicata una procedura per ottenere un rimborso, quindi attualmente il sacrificio economico grava sui benzinai e non direttamente sul Governo.

Il presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo ha stimato una possibile perdita compresa tra mille e cinquemila euro per ogni impianto. Una pompa può avere una riserva fino a 25mila litri di carburante e ogni litro acquistato con l’accisa completa comporta una differenza di 17 centesimi rispetto al prezzo di vendita attuale.

La categoria sostiene gli interventi sulle accise perché rappresentano un aiuto per gli automobilisti, ma ritiene necessario evitare che siano esclusivamente i gestori delle stazioni di servizio a sostenere il peso economico della misura.

Redazione

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