Mozzo e Paladina uniscono le forze sul fronte della videosorveglianza e della sicurezza urbana. Le due amministrazioni comunali hanno raggiunto un accordo che disciplina la gestione condivisa dei sistemi di telecamere presenti nei rispettivi territori, dando continuità alla collaborazione già esistente attraverso il Servizio intercomunale di Polizia Locale Mozzo-Paladina.
L’intesa stabilisce modalità precise per l’utilizzo delle immagini, l’accesso alle registrazioni e la protezione dei dati personali. Il materiale raccolto dagli impianti potrà essere trattato esclusivamente per finalità istituzionali connesse alla sicurezza dei due Comuni.
Tra gli obiettivi figurano la tutela del patrimonio pubblico, il contrasto ad atti vandalici e comportamenti illeciti, la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica e il sostegno alle attività di polizia stradale.
Telecamere gestite dalla Polizia Locale Intercomunale
Come riporta Bergamonews. la scelta di una gestione condivisa si inserisce nell’organizzazione già adottata dai due enti per il servizio di Polizia Locale. Mozzo e Paladina potranno così utilizzare gli impianti secondo criteri comuni, mantenendo definite le responsabilità relative alla gestione delle informazioni raccolte.
Il trattamento delle immagini sarà effettuato attraverso strumenti informatici e telematici e sotto il controllo del personale autorizzato della Polizia Locale Intercomunale.
L’accordo non prevede quindi un utilizzo indiscriminato delle registrazioni. Le immagini dovranno essere impiegate esclusivamente per le finalità previste e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
Un aspetto centrale riguarda proprio la durata della conservazione. In condizioni ordinarie, le registrazioni resteranno disponibili per sette giorni, trascorsi i quali saranno gestite secondo quanto previsto dalle procedure adottate.
Il termine potrà tuttavia essere esteso quando le immagini risultino necessarie nell’ambito di specifiche attività della polizia giudiziaria oppure quando arrivi una richiesta da parte dell’Autorità giudiziaria.
Mozzo e Paladina contitolari dei dati
Dal punto di vista della privacy, i due Comuni opereranno in regime di contitolarità del trattamento dei dati personali, secondo quanto stabilito dall’articolo 26 del Regolamento europeo 2016/679, il GDPR.
Mozzo e Paladina hanno pertanto definito attraverso un accordo specifico i rispettivi compiti e le responsabilità legate all’osservanza degli obblighi previsti dalla normativa.
La base giuridica individuata è quella prevista dall’articolo 6, paragrafo 1, lettera e) del GDPR, relativo ai trattamenti necessari per svolgere compiti di interesse pubblico oppure collegati all’esercizio di pubblici poteri.
Nel caso dei due Comuni, tali attività riguardano in particolare la sicurezza urbana e la tutela della circolazione stradale.
Il testo dell’accordo di contitolarità è consultabile attraverso il sito istituzionale del Comune di Mozzo, consentendo ai cittadini di conoscere le regole adottate per la gestione del sistema.
Cosa succede in caso di violazione dei dati
L’intesa disciplina anche le procedure da seguire nel caso si verifichi un data breach, cioè una violazione della sicurezza dei dati personali.
Un incidente di questo tipo può comprendere, accidentalmente oppure attraverso un comportamento illecito, la distruzione o la perdita dei dati, la loro modifica, una divulgazione non autorizzata oppure l’accesso da parte di soggetti che non ne hanno diritto.
In presenza di una violazione, i Comuni devono valutare il rischio per i diritti e le libertà delle persone interessate. Quando ricorrono le condizioni previste dal GDPR, la violazione deve essere notificata al Garante per la protezione dei dati personali entro 72 ore dal momento in cui il titolare ne viene a conoscenza.
Qualora l’incidente possa invece comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone coinvolte, è prevista anche una comunicazione tempestiva agli interessati.
Quali diritti hanno le persone riprese
L’accordo tiene conto anche dei diritti dei cittadini che possono essere ripresi dagli impianti di videosorveglianza.
Gli interessati possono esercitare, secondo quanto stabilito dagli articoli 15 e successivi del GDPR, i diritti riconosciuti dalla normativa, tra i quali figurano l’accesso ai propri dati personali e, nei casi previsti, la limitazione del trattamento.
L’esercizio di questi diritti deve comunque essere compatibile con le limitazioni applicabili alle attività di pubblica sicurezza e alle indagini.
Per ottenere informazioni o presentare richieste in materia di protezione dei dati è inoltre possibile rivolgersi al Responsabile della protezione dei dati, il DPO, attraverso i recapiti indicati sui siti istituzionali delle amministrazioni comunali.
Con il nuovo accordo, Mozzo e Paladina rafforzano quindi la collaborazione già avviata attraverso la Polizia Locale Intercomunale, estendendola alla gestione coordinata della videosorveglianza. L’obiettivo è utilizzare in maniera più strutturata le telecamere per la sicurezza urbana, mantenendo contemporaneamente precise garanzie sulla conservazione, sull’accesso e sul trattamento delle immagini raccolte.
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