Il turismo si conferma uno dei principali motori dell’occupazione nella provincia di Bergamo. Nel 2025 il settore ha raggiunto 32.567 lavoratori dipendenti, registrando un aumento di 2.867 addetti rispetto all’anno precedente, pari a una crescita del 9,7%.
A fotografare l’andamento è un’elaborazione di Confcommercio Bergamo basata sui dati Inps dell’Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo, contenuti nel diciottesimo rapporto dei Centri studi Federalberghi e Fipe, realizzato in collaborazione con l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
Il dato più significativo non riguarda soltanto il numero dei nuovi occupati, ma anche la tipologia dei rapporti di lavoro. Il 69,2% dei dipendenti del comparto ha un contratto a tempo indeterminato, una quota che evidenzia il peso crescente dell’occupazione stabile.
Con 3.246 imprese che impiegano personale dipendente, Bergamo si colloca inoltre al secondo posto in Lombardia per numero di lavoratori nel turismo, alle spalle di Milano e davanti a Brescia.
Bergamo seconda in Lombardia per occupazione turistica
Come riporta Bergamo Corriere crescita registrata nel 2025 rafforza il ruolo del turismo nell’economia bergamasca.
I 32.567 dipendenti collocano la provincia davanti a Brescia, che conta 28.651 occupati, mentre Milano mantiene il primato regionale con 106.393 lavoratori.
L’incremento del 9,7% segue un 2024 particolarmente positivo, quando il numero degli addetti era aumentato del 14,8%, con 3.839 occupati aggiuntivi.
Il ritmo di crescita è quindi rallentato, ma il settore continua a espandersi e consolida il superamento dei livelli occupazionali precedenti alla pandemia.
Aumenta anche il numero delle aziende turistiche con almeno un dipendente: sono 240 in più rispetto al 2024, con una variazione dell’8%.
Il dato segnala una maggiore diffusione dell’occupazione anche tra le attività di dimensioni contenute.
Ristoranti, bar e pubblici esercizi trainano il settore
La maggior parte dei posti di lavoro nel turismo bergamasco si concentra nelle attività di ristorazione e somministrazione.
I pubblici esercizi occupano 30.147 persone, pari al 92,6% di tutti i dipendenti del comparto.
Le aziende con personale sono 2.928, corrispondenti al 90,2% delle imprese turistiche considerate nell’indagine.
Il peso di bar, ristoranti e attività affini risulta quindi nettamente superiore a quello degli altri segmenti.
I servizi ricettivi contano invece 1.941 lavoratori distribuiti in 224 imprese, equivalenti al 6% dell’occupazione turistica provinciale.
All’interno di questa categoria, gli alberghi impiegano 1.227 dipendenti in 131 aziende.
L’occupazione alberghiera presenta oscillazioni durante l’anno, con un massimo di 1.412 lavoratori nei periodi di maggiore attività e un minimo di 1.096.
Completano il quadro le attività di intermediazione, con 418 dipendenti in 89 aziende, gli stabilimenti termali, con 35 lavoratori, e i parchi divertimento, con 26 addetti distribuiti in quattro imprese.
Contratti stabili per quasi sette lavoratori su dieci
Uno degli elementi centrali dell’analisi riguarda la composizione contrattuale.
I lavoratori a tempo indeterminato sono 22.536, pari al 69,2% del totale.
I dipendenti con contratto a tempo determinato sono invece 9.607, corrispondenti al 29,5%.
La restante quota dell’1,3%, pari a 424 persone, comprende lavoratori stagionali e altre forme contrattuali rilevate dall’indagine.
La prevalenza dei rapporti stabili assume particolare rilievo in un territorio che comprende destinazioni con una domanda turistica variabile durante l’anno, come le valli e le località lacustri.
La crescita dell’occupazione a tempo indeterminato viene interpretata dagli operatori come un segnale di progressiva destagionalizzazione, favorita dalla presenza di diverse tipologie di turismo.
Accanto ai viaggi di piacere, infatti, il territorio intercetta anche flussi legati agli affari e alle attività professionali.
Donne e part-time protagonisti del mercato del lavoro
Il profilo dell’occupazione turistica bergamasca mostra una netta prevalenza femminile.
Le donne rappresentano il 64,8% dei lavoratori, per un totale di 21.103 dipendenti.
Un’altra caratteristica significativa riguarda l’orario di lavoro.
Gli occupati part-time sono 18.824, pari al 57,8% del totale, mentre la restante quota è impiegata con altre articolazioni dell’orario.
Questi dati descrivono un mercato del lavoro nel quale la presenza femminile e i contratti a tempo parziale hanno un ruolo rilevante.
La diffusione del part-time si affianca alla prevalenza dei rapporti a tempo indeterminato, evidenziando come durata del contratto e distribuzione delle ore lavorative rappresentino due aspetti distinti dell’occupazione.
Giovani in testa, ma crescono soprattutto gli over 60
La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra 21 e 30 anni.
I giovani di questa categoria sono 8.612, pari al 26,4% degli occupati nel turismo bergamasco.
Seguono i lavoratori tra 51 e 60 anni, con 6.759 addetti, e quelli tra 41 e 50 anni, che raggiungono quota 6.175.
La fascia tra 31 e 40 anni conta 5.707 persone, mentre i dipendenti fino a 20 anni sono 3.005.
Gli occupati con più di 60 anni sono 2.309, pari al 7,1% del totale.
Le variazioni rispetto al 2024 mostrano però una dinamica interessante.
L’aumento percentuale più elevato riguarda proprio gli over 60, cresciuti del 23,2%.
L’occupazione aumenta anche tra i giovanissimi fino a 20 anni, con un incremento del 13,4%, e tra i lavoratori di età compresa tra 21 e 30 anni, con una crescita dell’11,4%.
Nelle altre fasce si registrano variazioni positive: +9,2% tra 31 e 40 anni, +5,5% tra 41 e 50 anni e +6,2% tra 51 e 60 anni.
Il settore continua quindi ad attirare giovani, ma registra una crescita anche nelle componenti più mature della forza lavoro.
Lavoratori stranieri in aumento, ma sotto la media lombarda
L’indagine analizza anche la composizione dei dipendenti in base alla nazionalità.
I lavoratori italiani sono 25.305, pari al 77,7% del totale, mentre quelli stranieri raggiungono quota 7.262, corrispondenti al 22,3%.
Entrambe le componenti risultano in crescita rispetto al 2024.
L’occupazione italiana aumenta dell’8,7%, mentre quella straniera registra un incremento del 12,9%.
Nonostante questa progressione, la presenza di lavoratori stranieri nel turismo bergamasco rimane inferiore alla media regionale del 33% e al riferimento complessivo del 27% riportato nell’indagine.
La situazione cambia parzialmente nel comparto alberghiero.
Negli hotel, infatti, i dipendenti italiani sono 803, pari al 65,4%, mentre quelli stranieri sono 424, corrispondenti al 34,6%.
Il dato indica una maggiore incidenza della componente internazionale nelle strutture alberghiere rispetto all’insieme del settore turistico provinciale.
Confcommercio: formazione e fidelizzazione le prossime sfide
La crescita occupazionale pone nuove questioni alle imprese, soprattutto sul fronte della preparazione professionale e della capacità di trattenere i lavoratori.
Petronilla Frosio, presidente del Gruppo Ristoratori di Confcommercio Bergamo, richiama l’attenzione sulla necessità di favorire percorsi professionali duraturi.
Secondo Frosio, il problema non riguarda soltanto la disponibilità di posti di lavoro, ma anche le motivazioni che spingono le persone a rimanere nel settore e a investire nella propria formazione.
Sul rapporto tra imprese e giovani interviene anche Diego Rodeschini, presidente del Gruppo Bar, Caffetterie e Pasticcerie di Confcommercio Bergamo.
Rodeschini sottolinea l’importanza di rafforzare la collaborazione con gli istituti scolastici a indirizzo professionale del territorio, per avvicinare gli studenti alle opportunità offerte dall’ospitalità.
L’obiettivo indicato è favorire l’ingresso di nuove competenze in un comparto che continua a svilupparsi.
Federalberghi: turismo sempre meno legato alla stagionalità
Per Alessandro Capozzi, presidente di Federalberghi Bergamo, la prevalenza dei contratti a tempo indeterminato rappresenta un indicatore significativo dell’evoluzione del settore.
La provincia comprende aree nelle quali l’attività turistica è tradizionalmente soggetta a variazioni stagionali, come le valli e i laghi.
Nonostante questo, la presenza di una quota elevata di rapporti stabili suggerisce un progressivo ampliamento dei periodi di attività.
Capozzi collega il fenomeno alla combinazione tra turismo d’affari e turismo per il tempo libero, due componenti che contribuiscono a sostenere la domanda in momenti differenti dell’anno.
I dati del 2025 restituiscono dunque l’immagine di un comparto in espansione, con una crescita diffusa tra imprese e lavoratori.
Quasi tremila occupati aggiuntivi in dodici mesi, oltre 32mila dipendenti complessivi e una netta prevalenza di contratti stabili confermano il peso del turismo nell’economia bergamasca.
Per le associazioni di categoria, la prossima sfida sarà accompagnare questo sviluppo con formazione, qualificazione professionale e condizioni capaci di favorire la permanenza dei lavoratori nelle imprese.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.