Imprenditoria a Bergamo, tutti i numeri. edilizia in difficoltà

Imprese, Bergamo chiude il terzo trimestre 2026 con un saldo naturale positivo di 300 unità, ma il bilancio complessivo è -495

Nel terzo trimestre del 2026 la dinamica imprenditoriale della provincia di Bergamo registra un saldo naturale positivo, ma il dato complessivo risente in maniera significativa della cancellazione d’ufficio delle imprese inattive. Tra luglio e settembre sono state 969 le nuove iscrizioni al Registro delle imprese, a fronte di 669 cessazioni non d’ufficio, per un saldo naturale positivo di 300 imprese.

Considerando anche l’attività di pulizia degli archivi effettuata dal Registro delle imprese di Bergamo, il quadro cambia. Nel trimestre sono state infatti cancellate d’ufficio 795 posizioni dormienti, determinando un saldo complessivo negativo di 495 unità.

Il tasso di crescita si è così attestato al -0,55%, al di sotto sia della media regionale, pari al +0,41%, sia di quella nazionale, che si è fermata al +0,32%.

Al 30 settembre 2026 risultano complessivamente 90.486 imprese registrate, di cui 82.756 attive.

Tutto il territorio in flessione

Considerando il totale delle cessazioni, la contrazione interessa in modo uniforme le diverse aree della provincia.

L’area urbana perde 110 imprese, con una variazione del -0,36%, e scende a 30.305 unità registrate.

Il calo riguarda anche la pianura, che registra -200 imprese (-0,71%), la collina, con una diminuzione di 135 unità (-0,71%), e la montagna, che perde 50 imprese (-0,39%).

A livello comunale, le performance migliori sono quelle di Fara Gera d’Adda, Foresto Sparso e Gorlago, tutte con un saldo positivo di cinque imprese.

Sono invece 64 i Comuni con saldo invariato, mentre 134 registrano una diminuzione. Il calo più consistente riguarda Bergamo città (-58), seguita da Albino (-21) e Dalmine (-15).

Società di capitali in crescita

La dinamica delle forme giuridiche conferma una tendenza già osservata nel lungo periodo: a trainare il sistema imprenditoriale sono le società di capitali.

Nel trimestre il comparto registra un saldo positivo di 170 unità, frutto di 315 iscrizioni e 145 cessazioni, con un tasso di crescita dello 0,52%.

Diverso il quadro delle imprese individuali, che restano la componente numericamente più consistente, con 42.654 unità, ma arretrano di 649 posizioni, pari al -1,52%.

In lieve contrazione anche le società di persone, che perdono 16 unità, mentre le altre forme giuridiche, composte prevalentemente da cooperative, chiudono il trimestre con un saldo invariato.

Crescono professioni e servizi finanziari

A livello settoriale, le dinamiche più favorevoli interessano le attività professionali, scientifiche e tecniche, che aumentano di 39 unità.

Seguono i servizi finanziari e assicurativi (+36), le telecomunicazioni (+31) e il comparto immobiliare (+31).

Le perdite più significative riguardano invece le costruzioni (-222), il commercio (-184) e il manifatturiero (-65).

Artigianato, saldo naturale positivo

Nel comparto artigiano il terzo trimestre si chiude con 362 nuove iscrizioni e 689 cessazioni, delle quali 331 non d’ufficio.

Il saldo naturale è quindi positivo per 31 imprese, ma considerando tutte le cessazioni il bilancio diventa negativo per 327 unità.

Al 30 settembre il settore conta 28.040 imprese artigiane registrate, di cui 27.988 attive.

Tra le forme giuridiche, le società di capitali diminuiscono di tre unità, mentre le imprese individuali, complessivamente 20.631, perdono 298 posizioni (-1,44%). In calo anche le società di persone, che diminuiscono di 26 unità (-0,68%).

Edilizia e manifattura in difficoltà

Nel comparto artigiano, gli incrementi maggiori riguardano le attività editoriali (+4) e il settore artistico, sportivo e dell’intrattenimento (+2).

Le flessioni più marcate si concentrano invece nell’edilizia e nelle costruzioni (-195) e nelle attività manifatturiere (-80).

Il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli, sottolinea il peso dell’operazione di pulizia degli archivi: “Il Registro delle imprese di Bergamo ha portato a termine nel terzo trimestre un’importante attività di pulizia dell’archivio che ha comportato la cancellazione d’ufficio di ben 795 posizioni dormienti”.

Secondo Zambonelli, per leggere correttamente le dinamiche del periodo è quindi più utile osservare i movimenti naturali tra nuove iscrizioni e cessazioni volontarie.

“Da questi emerge la consueta contrazione dei comparti tradizionali come edilizia, commercio e manifattura, contro la decisa spinta del terziario avanzato, con le attività professionali, finanziarie e tecnologiche a guidare una transizione verso modelli d’impresa più strutturati e a maggior valore aggiunto”.

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