Dipendenze alla guida: i programmi di recupero a Bergamo

I protocolli di rieducazione e messa alla prova in provincia di Bergamo: tutti i numeri e le iniziative con le autorità locali per i guidatori con dipendenze

Una panoramica sui dati

Il panorama bergamasco è preoccupante quando si parla di guida sotto l’influenza di alcol o droghe. Secondo l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Bergamo, attualmente circa 740 persone sono coinvolte in programmi di recupero a causa di simili comportamenti imprudenti. Tra questi, 400 sono impegnati in lavori di pubblica utilità mentre altri 340 sono inseriti in percorsi di messa alla prova, spesso a seguito di incidenti causati.

Da giovani a veterani: tutti possono sbagliare

Se si pensa che sia solo un problema dei giovani, si è in errore. Dal neopatentato al veterano della strada, molte persone finiscono nei guai con la giustizia a causa della guida in stato d’ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Questo piccolo “esercito” cerca di espiare i propri errori attraverso la partecipazione attiva nella comunità e cercando di correggere le proprie azioni.

Un carico crescente per l’Uepe

La direttrice dell’Uepe (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) di Bergamo, Lucia Manenti, ha sottolineato l’aumento dei casi, che ha comportato la necessità di dedicare più risorse a questi programmi di recupero. La sfida è sensibilizzare soprattutto i giovani neopatentati sulle conseguenze e i rischi associati a questi comportamenti.

I differenti percorsi di recupero

Chi viene trovato sotto l’influenza di sostanze alteranti deve affrontare diverse conseguenze. Oltre alle sanzioni economiche e alla sospensione della patente, vi è anche l’aspetto giudiziario. Lucia Manenti illustra due principali percorsi: i lavori di pubblica utilità e la messa alla prova, quest’ultima obbligatoria in caso di incidenti causati.

Collaborazioni e protocolli per la rieducazione

Dal 2018, è stato stabilito un protocollo con la Polizia Locale di Bergamo dedicato alla rieducazione stradale. Questo include sessioni informative con il Servizio per le Dipendenze e con il progetto “Safe Driver”, oltre a un ripasso del Codice della Strada. L’Uepe ha anche stretto collaborazioni con diverse associazioni come “Atena” e “Basta sangue sulle strade”, con l’obiettivo di estendere sempre di più questa rete di supporto e sensibilizzazione.

Redazione

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