Un fenomeno preoccupante in Lombardia
Il settore della logistica sta avendo un impatto significativo sul consumo di suolo in Lombardia, con la provincia di Bergamo subendo perdite notevoli. Le cifre citate da Legambiente Lombardia mettono in luce la realtà allarmante: Bergamo, insieme a Brescia e Milano, è tra le province più colpite. La preoccupazione cresce ulteriormente con la progettazione del futuro polo intermodale a Cortenuova, gestito dal gigante logistico mondiale Msc.
I rischi delle nuove infrastrutture
Nonostante i potenziali benefici del polo intermodale, come il supporto al trasporto merci via ferro e la riduzione dei Tir sulle autostrade, sorgono interrogativi cruciali. L’assenza di una pianificazione strategica da parte della Regione Lombardia nel settore logistico sta creando un vero e proprio “deserto progettuale”. La crescita incontrollata di nuove logistiche potrebbe portare a un incremento del consumo di suolo, particolarmente in zone come Calcio, Casirate, Covo, Cividate, e Cortenuova.
Il silenzio della Regione Lombardia
Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, critica la Regione per la sua assenza nel processo di sviluppo industriale. La tendenza aggressiva della logistica, che cerca l’approvazione comune per comune, ha ripercussioni sul suolo agricolo e sui territori limitrofi, spesso trascurati nelle decisioni.
Dati allarmanti e Legge Regionale
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, sottolinea il “fallimento completo” della legge regionale 31 del 2014, che avrebbe dovuto limitare il consumo di suolo. Invece, il fenomeno ha accelerato, con un incremento significativo di superfici cementificate tra il 2015 e il 2022. 1100 ettari nel Bresciano, 700 circa nella Bergamasca e nel Milanese, tre Province che valgono da sole un terzo del consumo del suolo a livello regionale. La cementificazione dei suoli agricoli continua ad essere economicamente vantaggiosa, nonostante le intenzioni legislative.
Domande senza risposta
Numerosi interrogativi emergono dalla situazione attuale: quale sarà l’impatto del traffico pesante? Come si svilupperà l’indotto del nuovo polo intermodale? Perché non si valorizzano le aree industriali dismesse? Queste domande sollevano dubbi sulla gestione attuale e sul futuro dello sviluppo industriale e logistico in Lombardia, richiedendo un’attenzione immediata e un intervento strategico.
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